Realtà aumentata per i centri storici. Billi: «In questi anni nulla di concreto»

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Per il candidato sindaco Francesco Billi: “Con le possibilità del digitale, come la realtà aumentata, potremmo attirare molti visitatori nei nostri centri storici proponendo un’esperienza coinvolgente e all’avanguardia. In questa maniera si potrebbero mostrare i luoghi com’erano nell’epoca storica, distinguendoci come attrazione culturale e arricchendo la nostra offerta collegata ai musei e alla rievocazione storica”.

Questo un obiettivo programmatico del candidato sostenuto dal centrodestra unito: “Lo chiamano “turismo immersivo”, ma, in pratica, permetterebbe di raccontare i nostri borghi come in una specie di video game, richiamando famiglie, scolaresche e curiosi. In futuro sarà la normalità, ma oggi potremmo arrivare fra i primi a sperimentare questa modalità di fruizione dei beni culturali. Accanto a ciò, tuttavia, è urgente riorganizzare il nostro territorio in termini di decoro, ordinaria manutenzione e arredo urbano. Infatti in questo mandato si è parlato tanto di turismo, ma l’amministrazione non ha fatto nulla rendere più accoglienti i nostri paesi, né possono bastare i progetti dell’ultima ora trasformati in spot elettorali. Abbiamo perso cinque anni. Ciò comporterà uno sforzo di pianificazione per interventi che non sono né di destra, né di sinistra: sono necessari e basta”.

Occorrerà pensare a ingressi cittadini che diano il benvenuto ai visitatori. Sarà utile abbellire i nostri spazi e rinnovare le insegne turistiche a cominciare dai centri storici: a Castrocaro sono completamente assenti, mentre a Terra del Sole ci presentiamo ancora con tabelle gialle ormai decrepite e con le lettere mezze cancellate. Serve una riqualificazione generale della nostra immagine turistica, coinvolgendo chi vive, lavora o fa volontariato nel nostro Comune. Ciò significa tornare a valorizzare, rinnovandoli, gli ambiti sui quali abbiamo già una lunga esperienza, come eventi musicali e rievocazione storica, ma anche sfruttare l’identità termale e di città delle acque, che sembra non interessare più alla politica locale. Però credo sia giusto insistere su un concetto che ritengo indiscutibile: un comune turistico non può permettersi certi livelli di degrado e trascuratezza.
Ci sarà molto da lavorare perché in cinque anni non si è visto nulla di concreto, mentre il nostro progetto di riordino del sistema territoriale parte da un concetto al quale crediamo molto: e cioè che una località che si visita volentieri, è innanzitutto una località curata, dove si vive bene”.