“Polimero, un burattino di plastica” al Teatro Diego Fabbri

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Lunedì 9 maggio, alle ore 21,00, al Teatro Diego Fabbri di Forlì, andrà in scena la prima nazionale di “Polimero, un burattino di plastica”, favola in musica, un testo scritto ed interpretato da Giobbe Covatta (nella foto), musiche originali di Stefano Nanni, in veste anche di direttore d’orchestra, viola solista Danilo Rossi. Ad accompagnarli gli archi e le percussioni dell’orchestra “Bruno Maderna” e i cori degli allievi delle scuole primarie e secondarie del Comune di Forlì. Polimero è il frutto di una collaborazione nata tra Giobbe Covatta, Danilo Rossi e l’orchestra Maderna, che ha già portato in scena una versione con orchestra della “Divina Commediola” nel 2021.

Tra un bicchiere di Sangiovese e una piadina romagnola, è nata l’idea di una favola in musica contemporanea che raccontasse il problema della plastica e dell’inquinamento del nostro pianeta, unendo la dissacrante ironia di Giobbe Covatta al genio compositivo del Maestro Stefano Nanni, attraverso il suono unico della viola di Danilo Rossi.

Una favola è una tortura che si applica nei confronti dei bambini e che tendenzialmente racconta il periodo storico in cui è stata scritta. Polimero è un bambolotto burattino, come lo era Pinocchio, però è di plastica. Nato in una fabbrica di giocattoli di plastica, cresciuto in mezzo alla plastica, racconta un mondo di plastica. Se il più famoso Pinocchio tentava di migliorare le proprie condizioni di vita e le condizioni di vita di chi gli stava accanto, al punto di chiedere alla fatina di diventare un bambino vero in modo da poter stare vicino a Geppetto, il nostro Polimero invece chiederà alla fatina di diventare un bambolotto biodegradabile, per cercare di evitare di contribuire all’inquinamento e alla distruzione del nostro pianeta” spiega Giobbe Covatta.

Polimero è una favola in musica, scritta per voce recitante, viola solista, orchestra d’archi e percussioni e cori dei bambini. È una favola in cui la musica accompagna e commenta a tratti il testo, ne tratteggia i contorni e dipinge le personalità e le anime dei principali personaggi, con momenti musicali dedicati, temi e colori timbrici che variano e si sviluppano seguendo il divenire della storia. Dal punto di vista compositivo, l’opera è pensata quasi come una suite di momenti musicali articolati e compiuti, diversi tra loro, ma che a volte presentano citazioni tematiche già udite, nascoste nella trama contrappuntistica, rievocando i personaggi. I brani sono collegati senza soluzione di continuità dal testo narrato, il quale viene sostenuto anche da una sorta di recitativo musicale” conclude Stefano Nanni.