La presentazione del libro “Tullo Morgagni, il giornalista ‘volante’ che inventò il Giro d’Italia”

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Venerdì 13 maggio, alle ore 18,00, nella Libreria Mondadori Bookstore, in corso della Repubblica 144 a Forlì, verrà presentato il libro “Tullo Morgagni, il giornalista ‘volante’ che inventò il Giro d’Italia” di Domenico Guzzo, LEG edizioni. Insieme all’autore interverranno Mario Proli e Gabriele Zelli.

Il volume ripercorre, per la prima volta in maniera sistematica ed approfondita, l’eccezionale parabola esistenziale di Tullo Morgagni (Forlì, 1881-Verona, 1919). All’alba del Novecento, appena diciottenne, giunse a Milano, dove si costruirà rapidamente una fulgida carriera giornalistica, dapprima nel quotidiano politico “L’Italia del Popolo”, poi nel mondo dell’emergente stampa sportiva. Diventa redattore-capo de “La Gazzetta dello Sport” (1905-1912), poi dal 1913 fondatore e direttore de “Lo Sport Illustrato”, infine guida illuminata della prima rivista nazionale integralmente dedicata all’industria del volo umano, “Nel Cielo” (1917).

Frutto di un lungo scavo archivistico (in particolare nel Fondo Tullo Morgagni, conservato presso la Biblioteca comunale di Forlì), la ricostruzione realizzata dallo storico Domenico Guzzo recupera immagini inedite e documenti dimenticati per raccontare l’epica avventura di Tullo Morgagni, che a soli ventotto anni portava già i galloni di “padre” della stagione ciclistica italiana – avendone ideato l’evento di apertura, il Giro di Lombardia (1905), quello di chiusura, la Milano-Sanremo (1907), e la sua manifestazione centrale, il Giro d’Italia (1909).

Un percorso oltremodo brillante che s’interromperà tragicamente e prematuramente a soli 37 anni, nella prima grande catastrofe aviatoria della storia italiana (il cosiddetto “disastro di Verona” del 2 agosto 1919, nel quale perirono 17 viaggiatori), ma che ci viene adesso restituito in tutta la sua valenza globale. I frutti dell’inesauribile inventiva e dell’ossessiva ricerca del limite umano espressi da Tullo Morgagni, rappresentano ancora oggi un misconosciuto pilastro dell’informazione giornalistica, della pratica sportiva, della mobilità collettiva in Italia e in Europa. Partecipazione libera.