Giovani e lavoro. Confartigianato: “La risposta è il fare impresa”

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L’ufficio studi di Confartigianato ha recentemente indagato l’andamento del mercato del lavoro fra i giovani under 35. Dai dati emerge la fatica delle imprese italiane nel reperimento di ben il 52% della necessaria manodopera qualificata. Lo studio evidenzia che nel 2020 oltre un milione di giovani non era attivo né sul fronte della formazione né nella ricerca di occupazione, per converso oltre 40 mila giovani tra 25 e 34 anni sono espatriati per trovare lavoro. I paradossi del mercato del lavoro italiano proseguono, spiega Gianluigi Bandini responsabile del Gruppo Giovani di Confartigianato Forlì “secondo la rilevazione, la distanza dei ragazzi dal mondo del lavoro colloca il nostro Paese al primo posto nell’Unione europea per la maggiore percentuale di Neet, pari al 23,1%, sul totale dei giovani tra 15 e 29 anni. La media europea si attesta, invece, al 13,1%. Addirittura, nel 2020, è stato toccato il numero più alto dell’ultimo decennio: ben 1.114.000. Non brilliamo nemmeno per l‘integrazione tra scuola e lavoro: siamo infatti al 22° posto in Europa per la quota di occupati under 30 impegnati in percorsi formativi, con appena il 5,2% dei giovani di questa fascia di età, mentre in Europa si arriva a una media del 15,2% e in Germania addirittura si sale al 24,4%”.

Dai dati emerge anche l’aumento del fenomeno della fuga all’estero dei giovani; tra il 2016 e il 2020, tra i giovani italiani under 40 laureati, gli espatri superano i ritorni in Italia di 65 mila unità. Il rapporto di Confartigianato mette anche in evidenza la voglia di fare impresa dei giovani italiani che fa conquistare il record positivo di realtà con il maggior numero di imprenditori e lavoratori autonomi under 35: ben 694 mila con 123.321 imprese artigiane guidate da un under 35. E continua “i giovani imprenditori, che per reagire alla crisi puntano anche sulla qualità del personale, devono purtroppo fare i conti con le difficoltà a reperire manodopera specializzata e qualificata soprattutto tra i loro coetanei. Nelle rilevazioni più recenti le aziende segnalano difficoltà a trovare 295 mila under 30 con competenze digitali e 341 mila under 30 con competenze green”.

Conclude Bandini “il Gruppo Giovani di Forlì sta attualmente portando avanti un progetto, legato ai temi del ricambio generazionale e del rapporto scuola e mondo del lavoro, proprio per ridurre il gap esistente”.