Presentazione del festival culturale Caterina Sforza

I tre appuntamenti dell’Anteprima del Festival Caterina Sforza di Forlì. L’anticonformista 2022″ pensati per le scuole ma non solo, della durata ciascuno di un’ora, saranno tenuti dalla professoressa Maria Giuseppina Muzzarelli. Ordinaria di Storia Medioevale all’Università di Bologna, Muzzarelli ha insegnato anche Storia delle città e Storia della moda, occupandosi a più riprese di storia delle donne. Le sue pubblicazioni, tutte con le più prestigiose case editrici italiane, sono “trasversali”, con un occhio attento verso la contemporaneità e capaci di individuare i significati e i cambiamenti degli stili di vita, dei comportamenti, delle mentalità. Muzzarelli fa parte del comitato scientifico di “Passato e Presente”, programma di Paolo Mieli su Rai Tre e su Rai Storia, al quale collabora e di cui spesso è ospite.

L’appuntamento di giovedì 5 maggio, alle ore 11,00, si svolgerà nella Sala del Refettorio del Museo di San Domenico, si intitolerà “Donne e potere. Il potere nelle mani delle donne” e ci racconterà il nesso tra l’universo femminile e il potere nel periodo che va dal Medioevo alla prima Età moderna, ragionando non solo sul potere politico ma anche su forme concrete di potere esercitato in famiglia e nella società. Anche se ufficialmente alle donne erano concessi spazi decisamente limitati, nella realtà effettuale operavano con ruoli significativi in molti più ambiti di quelli usualmente riconosciuti. Tenendo sempre il focus su Caterina Sforza, Muzzarelli si soffermerà anche su altre figure femminili, che hanno esercitato forme di potere diverso, dal potere politico di Matilde di Canossa al softpower di Caterina da Siena, passando attraverso casi meno noti, come quello della moglie del mercante pratese Datini, Margherita.

L’appuntamento del 12 maggio, alle ore 11,00, si terrà invece alla Fabbrica delle Candele, si intitolerà “Curare e prendersi cura: una linea di comportamenti al femminile” e ci racconterà di come le donne, fin dall’antichità, si siano assunte funzioni di cura, tramandandosi conoscenze teoriche e pratiche nel corso dei secoli. Dalla fine dell’XI secolo, con la creazione dell’Università e, in seguito, con lo sviluppo di un sapere formale legato alle cure mediche, le donne risultano espulse da questo campo. Si comincia così a profilare la figura della strega. Le donne, in alcuni casi consapevoli della marginalizzazione subita (come attesta, ad esempio, Christine de Pizan), hanno continuato a coltivare le loro conoscenze al riguardo. Esemplare in tal senso risulta essere proprio il caso di Caterina Sforza. E solo in tempi vicini ai nostri hanno potuto svolgere compiutamente e in maniera riconosciuta la funzione di curatrici, come ci racconterà Muzzarelli partendo da una recente ricerca pubblicata su “New England Journal of Medicine”.

Infine, l’appuntamento del 19 maggio alle ore 11,00 ancora alla Fabbrica delle Candele, si intitolerà “Il linguaggio delle vesti al tempo di Caterina di Sforza” e ci racconterà il valore sociale, simbolico ed economico che le vesti e gli ornamenti avevano all’epoca di Caterina Sforza, approfondendo il nesso fra le donne e la moda, nato proprio nel basso Medioevo. Le donne hanno offerto i loro corpi come vetrina d’esposizione della posizione della famiglia ma hanno anche utilizzato lo strumento della moda per rendersi visibili. Tramite gli abiti hanno comunicato status personale e sociale non diversamente dagli uomini ma, come vedremo, più colpite da limitazioni e divieti contenuti nelle leggi suntuarie emanate ininterrottamente dal secondo Duecento fino alla fine del Settecento. L’esame di alcuni ritratti del tempo di Caterina consentirà un approfondimento relativo a tessuti, colori ed ornamenti e ci parleranno di produzioni e commerci ma anche di gerarchie, gusti, passioni e sentimenti. Partecipazione libera.