Alla Cava presentazione dei libri “Caterina Sforza. Leonessa di Romagna” e “Le signore di Romagna”

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Lunedì 16 maggio, alle ore 20,30, al Centro Sociale di via Sillaro 42 nel Quartiere Cava di Forlì, verranno presentati i libri “Caterina Sforza. Leonessa di Romagna” e “Le Signore di Romagna” di Marco Viroli, edizioni Il Ponte Vecchio. Insieme all’autore interverrà Giuseppe Bertolino.

I due libri di Marco Viroli, più o meno esplicitamente, sono ricchi di potenti figure femminili che hanno permesso all’autore di compiere una lettura storica còlta da un diverso, quanto più intrigante, punto di vista. La stesura di “Signore di Romagna. Le altre leonesse”, in particolare, ha consentito a Viroli di disegnare l’andamento di quei due secoli in cui il fenomeno delle Signorie vide tra i suoi protagonisti non solo soldati e condottieri, ma anche donne, certo, esseri umani appartenenti a una categoria dominante e privilegiata, ma pur sempre donne. Ha approfittato del racconto delle loro gesta per tratteggiare anche quella che era la ben poco rosea situazione femminile a quei tempi e che non sarebbe, purtroppo, migliorata di molto nei secoli a venire.

Alcune leonesse sono state scelte perché particolarmente famose, altre perché godono ancora oggi della fama legata alla città di cui furono signore, altre infine le ho recuperate dall’oblio, nei meandri della storia in cui si stavano perdendo. Alcune di loro furono leonesse in amore, altre lo furono per l’apporto che seppero dare alla cultura o alla fede, altre lo furono in battaglia, altre lo divennero perché maestre nell’intrigo, altre infine vissero le loro vite coraggiose come leonesse del silenzio e della pazienza.

Molte di loro si ripropongono ancora oggi come modello di eroismo e di intraprendenza. Alcune si distinsero per bellezza, intelligenza, intuito, eleganza. Molte soffrirono per l’impotenza del loro ruolo di spettatrici di un mondo che avrebbero voluto diverso, ma che gli uomini avevano costruito basandolo sulla violenza, sulla corruzione, sulla brama di potere. Anche se la donna in Romagna non sempre è stata protagonista, spesso però si è trovata a essere comprimaria, complice di uomini che sovente trovarono nella loro compagna quella forza e quell’equilibrio di cui difettavano. Ingresso libero.