convegno a Capaccio

Sabato 9 aprile a Capaccio di Santa Sofia al Centro Operativo di Romagna Acque – Società delle Fonti, si è svolto il convegno: “Raccordo fra scuola, territorio e mondo del lavoro” organizzato dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Baracca”. La scuola di Forlì è la sede principale dell’Istituto “Angelo Vassallo” di Galeata dal 2018. Erano presenti i Sindaci e i rappresentanti delle maggiori realtà aziendali del territorio, le associazioni di categoria, i sindacati e vari funzionari degli enti che quotidianamente si occupano di istruzione e di servizi sociali.

I lavori sono stati aperti dal padrone di casa Tonino Bernabè che ha ricordato che sabato 9 aprile 1988 fu inaugurato l’acquedotto delle Romagna, una grande opera che ha unito tre province ed ha risolto il problema storico della carenza idrica. Il modello di Romagna Acque può funzionare anche per le scuole ed è di riferimento. Centralizzare i servizi nelle grandi città, svuotando le piccole realtà, non è più sostenibile sia dal punto di vista ambientale che etico. La società al 100% pubblica, non produce solo acqua potabile ma è, da sempre, un volano per lo sviluppo economico e culturale della comunità in cui opera. Negli ultimi anni, l’azienda ha investito in scuole e università sostenendo diversi progetti. Per quanto riguarda il “Vassallo”, Romagna Acque ha contribuito alla creazione di alcuni laboratori che verranno inaugurati all’inizio del prossimo anno scolastico.

L’introduzione è stata curata da Gabriele Nuzzolo, docente funzione strumentale dei PCTO dell’Istituto, che ha esposto diversi dati sul contesto sociale e aziendale a cui si deve rapportare la scuola di Galeata, presente sul territorio da quasi cent’anni.
La denatalità, l’invecchiamento della popolazione, con la conseguente diminuzione della popolazione giovanile sono i problemi maggiori che le istituzioni scolastiche si troveranno ad affrontare nei prossimi anni. Le aziende del territorio, che sono più che altro dei settori manifatturiero e alimentare, si scontrano quotidianamente con la problematica del reperire maestranze specializzate e del ricambio generazionale. È evidente che se non ci sarà un inversione di tendenza, si rischia di mettere in crisi le imprese e l’emergente Industria 4.0.

Qualche dato ci conforta, infatti alcuni studenti stanno tornando a scegliere gli istituti professionali grazie soprattutto alle riforme ministeriali, che hanno sancito il ritorno alle attività pratiche, e ai dati sulle retribuzioni post-diploma. Secondo l’ISTAT, un diplomato presso un istituto professionale con indirizzo “industria e artigianato per il made in Italy”, percepisce uno stipendio fra i più alti rispetto ad altri diplomati. Altro dato non sottovalutabile è che nessun diplomato del “Vassallo” risulta, ad oggi, disoccupato.

Il “Vassallo” di Galeata può quindi rispondere ai bisogni della società e del mondo del lavoro ma chiede agli imprenditori una maggiore partecipazione alle decisioni scolastiche.
La dirigente scolastica Maura Bernabei ha proposto di costituire, nel più breve tempo possibile, un “comitato tecnico scientifico” che possa rappresentare al meglio la realtà di Galeata e della Provincia di Forlì – Cesena. Il “CTS” è un organo regolamentato dalle riforme dei professionali e deve avere una componente docente e una forte rappresentanza dal mondo del lavoro. Il comitato avrà un ruolo consultivo ma permetterà di consolidare i rapporti con il territorio di riferimento. Fra le prime proposte ci sarà la redazione in maniera congiunta della programmazione didattica delle discipline di indirizzo ma la proposta innovativa sarà il sistema “duale” o “modello tedesco”.

Massimo Perazzoni dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Forlì, dopo aver ricordato con affetto la professoressa Maria Silvia Spighi recentemente scomparsa, ha esposto le modalità e le prospettive che sono possibili applicando il modello “duale”. Questo progetto potrebbe essere il primo a livello provinciale. Durante la tavola rotonda, molti imprenditori, Sindaci e rappresentanti di associazioni di categoria e sindacati hanno espresso il loro sostegno al progetto che potrebbe arginare i problemi del mercato del lavoro consentendo al “Vassallo” di diventare un istituto di riferimento per la provincia e permettere agli studenti di avere una formazione più aderente con il contesto aziendale di riferimento.