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Sassuolo e Bologna, due realtà della Serie A che sognano in grande ma che hanno bisogno di ricostruirsi. Per motivi diversi, infatti, le due squadre stanno attraversando un periodo non facile del proprio percorso in Serie A ma stanno cercando di ricostruire la propria identità, passo dopo passo, cercando di raggiungere il risultato migliore in questa stagione per poi rilanciarsi nella prossima. Una necessità che investe entrambe su livelli però differenti. Se per il Sassuolo l’obiettivo è quello di ritornare a tentare la scalata alla Serie A e il tentativo di centrare nuovamente i posti che contano mettendo un piede nella qualificazione in Europa, il Bologna, invece, deve fare il passo successivo a un percorso di crescita insieme a Sinisa Mihajlovic, uscendo dalla comfort zone della “tranquilla salvezza” e provando ad aggredire il campionato e la prima metà della classifica.

Il Sassuolo, dopo tre stagioni sotto la gestione tecnica di Roberto De Zerbi, ha dovuto ricominciare da capo scegliendo Alessio Dionisi, reduce dalla vittoria della Serie B sulla panchina dell’Empoli. In questa stagione, dopo 26 partite, ha collezionato 33 punti, frutto di 8 vittorie, 9 pareggi e 9 sconfitte, cogliendo solo 6 punti in meno rispetto al Sassuolo dello scorso anno. C’è però una differenza sostanziale: con quei punti De Zerbi era al suo terzo anno in neroverde mentre Dionisi è ancora alla sua prima stagione, quella di rodaggio, di transizione. E in effetti, guardando i risultati i tifosi del Sassuolo non possono essere felicissimi. L’andamento generale è molto altalenante: nelle ultime otto partite in campionato la squadra di Dionisi ha raccolto 2 vittorie, l’ultima clamorosa contro l’Inter, 3 pareggi e 3 sconfitte. Un rendimento al di sotto delle attese se si prendono in considerazione le previsioni che erano state fatte a inizio stagione dagli osservatori e appassionati di pronostici e statistiche, da coloro che analizzano e conoscono le indicazioni dei bookmaker, le quote e i vari bonus di benvenuto su piattaforme online. La fase difensiva del Sassuolo resta sotto i riflettori avendo subito reti per ben 18 gare consecutive, 44 in totale e 13 nelle ultime 8 partite di campionato. Una media passiva molto negativa. Come detto prima, però, il cambio allenatore porta inevitabilmente a un anno di transizione, un periodo di assestamento per uomini e schemi che inevitabilmente porta a qualche passo falso di troppo. E come detto in precedenza, ad ogni modo, il percorso di Dionisi non è del tutto negativo se paragonato al suo predecessore. Certo, navigare a metà classifica non è l’obiettivo primario dei tifosi neroverdi ma probabilmente quest’anno dovranno accontentarsi di un posto tranquillo, in attesa della prossima stagione dove arriveranno volti nuovi in squadra per completare un assetto che già in questo momento sta rivelando il proprio profilo.

A qualche chilometro da Sassuolo, il Bologna non sta vivendo uno dei periodi migliori della sua storia in Serie A. Tredicesimo a 28 punti, si trova a soli 7 dalla terzultima in classifica. Il Bologna di Sinisa Mihajlovic non dovrebbe certo rischiare di essere risucchiato nella lotta per non retrocedere ma i risultati delle ultime giornate non sono affatto lusinghieri. Nelle ultime dieci partite, e quindi considerando dal primo dicembre, i rossoblu hanno colto solo 2 vittorie, un pareggio, e ben sette sconfitte e in questo inizio di 2022 un solo punto nel pareggio a reti bianche contro l’Empoli. Fa impressione come, sempre in queste ultime dieci partite, il Bologna abbia segnato solo 9 gol. Insomma, dopo la vittoria incredibile contro la Roma per 1-0 dell’1° dicembre scorso il Bologna ha avuto uno stop. Proprio quella che doveva essere una vittoria esaltante e la svolta del campionato, raggiungendo la sesta posizione al fianco di Fiorentina e Juventus, ha invece fermato tutto. Il perché? Ci sono diversi fattori che hanno determinato questa serie nera. Sicuramente il cambio modulo di Mihajlovic, più prudente, ha sfavorito l’attacco che ha poche soluzioni per offendere. E non è un caso se Arnautovic non segna una rete da novembre. E nulla possono i suoi sostituti non certo all’altezza come Falcinelli, relegato in panchina, Santander, più in infermeria che con la divisa addosso, Barrow, ancora spento dopo il suo ritorno dalla Coppa d’Africa e Soriano, una sbiadita copia del giocatore più di qualità degli altri anni. Il solo Orsolini tenta di tenere a galla tutti con 4 reti nelle ultime 7 gare. C’è da mettersi alle spalle un periodaccio, fatto anche di casi Covid, quarantene e infortuni, e ripartire subito per reagire, riprendersi in mano la propria stagione e, a questo punto, costruire le basi per la prossima stagione che dovrà avere obiettivi ben diversi.