Ricapitalizzazione di Livia Tellus e Alea Ambiente. PD: “Necessaria per rafforzare i servizi strategici del territorio”

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A partire da lunedì i Consigli comunali del Forlivese si apprestano a votare le delibere per l’aumento del capitale sociale di Alea Ambiente – programmato e atteso da tempo, necessario per il consolidamento e lo sviluppo della società in-house – attraverso l’aumento del capitale sociale di Livia Tellus Romagna Holding S.p.A., che la controlla al 100%.
È proprio sulle modalità della ricapitalizzazione di Livia Tellus attraverso l’emissione di azioni con diritti speciali che intervengono i segretari del PD forlivese Daniele Valbonesi e Maria Teresa Vaccari (nella foto).
Il Comune di Forlì, forte della sua posizione di azionista di maggioranza con quasi l’80% – spiegano i segretari Dem – ha scelto di operare la ricapitalizzazione di Livia Tellus utilizzando, tra i vari strumenti disponibili, quello che possa un giorno consentire di mantenere le azioni di Alea anche in caso di uscita dalla Holding forlivese, come l’assessore Cicognani ha spiegato in commissione e sulla stampa”.

È noto da tempo che la Giunta di Forlì, e in particolare l’assessore al Bilancio – proseguono Valbonesi e Vaccari – sta lavorando per uscire dalla Holding che riunisce le partecipate dei comuni forlivesi per coordinare l’azione amministrativa delle stesse e il raggiungimento degli obiettivi di interesse pubblico delle amministrazioni locali del nostro territorio.
L’insistenza e l’impegno profusi nel raggiungimento dell’obiettivo di svincolare sempre più il Comune di Forlì dalle sue responsabilità di capoluogo nei confronti degli altri enti del territorio – commentano i segretari – è una scelta spregiudicata e profondamente sbagliata, che deve allarmare non solo le forze politiche, ma soprattutto i cittadini dei Comuni forlivesi”.

Il fine ultimo di questa operazione è, a detta dello stesso assessore Cicognani, potersi sedere ai tavoli istituzionali in rappresentanza degli interessi del solo Comune di Forlì e non dell’intero comprensorio forlivese – denunciano Valbonesi e Vaccari – secondo una visione che più volte abbiamo definito miope e figlia di un sovranismo municipalista assolutamente anacronistico e irresponsabile in tempi di emergenza sanitaria, economica, sociale ed energetica a causa della pandemia e della guerra alle porte dell’Europa. Sembra quasi che passare dalla guida di un comune di 10 mila abitanti ad uno di 120 mila sia vissuta come una ‘scalata societaria’ per avere un budget di maggiore entità da gestire. Amministrare la cosa pubblica, invece, è prendersi cura del bene comune e collettivo e operare per garantire servizi a chi vive e opera sul territorio, e non può essere fatto in modo efficiente ed efficace se ci si chiude in una torre d’avorio, disinteressandosi delle esigenze e delle opportunità della realtà che ti circonda”.

La ricapitalizzazione, che tende a rafforzare una società di gestione di un servizio strategico per 13 Comuni del territorio forlivese, è un passo decisivo che il Partito Democratico forlivese, che questo progetto l’ha fortemente voluto fin dalla sua nascita e sempre sostenuto anche nei momenti più difficili quando veniva criticato da chi ora se ne fa vanto, vorrebbe accogliere favorevolmente, ma preoccupa la forma strumentale in cui viene imposto. Il rischio è che la modifica allo Statuto di Livia Tellus nasconda una volontà politica di chiusura e di rifiuto del ruolo di capoluogo che Forlì deve avere – concludono i segretari Dem – saremo pronti a vigilare e a opporci per il bene dei cittadini che meritano coesione e prospettive comuni“.