Jacopo Morrone e Centinaio

È urgente ripensare alle politiche agricole del nostro Paese sia nel breve che nel medio termine”. Lo afferma il parlamentare Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, dopo gli incontri sul tema avvenuti nello scorso fine settimana alla presenza del sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio. Morrone si è fatto quindi promotore di una mozione da presentare nei comuni romagnoli dove si sollecitano le amministrazioni locali a intervenire nei confronti della Regione e del Governo per chiedere provvedimenti urgenti che diano “immediato sollievo finanziario alle aziende agricole e agli allevamenti” e, nel medio periodo, “per attivare politiche strategiche di sviluppo per recuperare, almeno in parte, la sicurezza alimentare del Paese”.

La nostra debolezza sul fronte energetico e su quello dell’approvvigionamento di materie prime anche alimentari – afferma Morrone – è un dato di fatto. La situazione di difficoltà per quasi tutti i settori economici e per le famiglie, dopo due anni di emergenza sanitaria, si è ulteriormente aggravata con il conflitto in corso in Ucraina. Insieme al pesante incremento dei prezzi dei carburanti, dei costi dell’energia e delle materie prime, c’è il rischio sempre più reale di una penuria alimentare per il blocco delle importazioni che riguardano oltre la metà delle materie prime agricole che utilizziamo. I pesanti rincari citati, oltre a problematiche collegate al clima con le gelate primaverili, stanno mettendo in serie difficoltà aziende agricole e allevamenti, oggi sempre più strategici per il Paese, pregiudicandone la sopravvivenza”.

Di qui l’urgenza, nell’immediato, di misure di sostegno finanziario destinate, in particolare, a micro/piccole e medie imprese agricole e zootecniche e di prezzi calmierati per il gasolio agricolo, e, nel medio periodo, di misure strategiche per rafforzare il settore agricolo e zootecnico. Penso, per esempio, a un maggior collegamento tra produzione agricola e allevamenti, anche per l’utilizzo della concimazione organica, al ripristino delle infrastrutture di stoccaggio che consentirebbero di poter contare su riserve strategiche che ad oggi non superano i due mesi di autonomia e, infine, alla previsione di filiere produttive agricole integrate alle nostre in paesi esteri. L’imperativo è ridurre l’esposizione del nostro paese rispetto alle importazioni di materie prime agricole” conclude Morrone.