ex Casa del Fascio Predappio

Dunque, come afferma un video pubblicato su Facebook, il signore all’inizio del suo intervento al recente congresso nazionale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), a Predappio il museo sulla tematica storica del fascismo non si farà per il veto posto dall’associazione stessa.
Ora sorrido al pensiero che la posizione contraria ad un museo del fascismo, espressa dall’Anpi, coincida con l’analoga posizione espressa dall’attuale Amministrazione di centrodestra del Comune di Predappio, per bocca del suo sindaco Roberto Canali.
Sorrido ancora al pensiero che l’Anpi, prevalentemente e notoriamente espressione di una sinistra archeologica, con la sua avversione mandi gambe all’aria un progetto, quale quello del museo sul fascismo, che fu coraggiosa proposta del trascorso sindaco di centrosinistra Giorgio Frassineti.

In fondo, comprendo l’incomprensibile comportamento contraddittorio e ondivago da sinistra a destra dei rappresentanti dell’Anpi, altrimenti, ormai, chi se li fila più. Però che confusione adesso a Predappio: destra e Anpi culo e camicia in una comune crociata contro il tema del fascismo, tema, invece, importante poiché attrattivo di turismo storico. A Predappio si va perché paese natale di Mussolini e perché particolare museo razionalista a cielo aperto: vino, gastronomia e altro sono solo proposte integrative di quella primaria della visita ai luoghi mussoliniani. Tutto molto divertente.

Franco D’Emilio

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69enne di origini liguri ma forlivese d'adozione, funzionario scientifico del ministero per i Beni culturali per più di trent'anni. Ha scritto insieme a Paolo Poponessi il libro "La terra del duce. L'era fascista nella Romagna forlivese 1922-1940" e con Giancarlo Gatta il volume "Predappio al tempo del duce. Il fascismo nella collezione fotografica Franco Nanni".