8 marzo. Confartigianato: “Le imprenditrici non si arrendono alla crisi”

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Le donne italiane sono le più intraprendenti d’Europa, con 1,4 milioni di lavoratrici indipendenti, davanti a 1,2 milioni della Francia e a 1 milione di Germania e Spagna. Ma sono anche quelle che hanno pagato il prezzo più alto della crisi pandemica: tra settembre 2019 e settembre 2021, l’occupazione femminile indipendente è diminuita del 7,8%, a fronte del calo del 6,1% registrato dalla componente maschile.

Il trend del lavoro femminile indipendente è fotografato da un’analisi dell’ufficio studi di Confartigianato dalla quale emergono le difficoltà e gli sforzi per recuperare il terreno perduto nel corso dei 23 mesi di pandemia. Chiarisce la coordinatrice di Donne Impresa Confartigianato Forlì Fabiola Foschi “lo studio ha approfondito, in particolare, l’impegno delle 219.198 imprese artigiane guidate da donne, che stanno vivendo una fase ancora incerta sul fronte della ripresa, ma che sono molto determinate a rilanciare la propria attività. Nel 2021 molte di queste imprese non sono state in grado di recuperare i livelli di fatturato del 2019, infatti la maggior presenza di artigianato capitanato da donne è nei settori più colpiti dalla crisi Covid-19, come quello del benessere e della moda.

Prima la pandemia, poi il rialzo insostenibile dei prezzi e ora la drammatica vicenda dell’Ucraina che, oltre alla tragedia umanitaria, ha pesanti conseguenze economiche: dal rialzo dei prezzi alla scarsità di materie energetiche, finendo per abbattersi sulle aziende che hanno rapporti commerciali con la Russia.” E conclude “La fatica delle donne nel conciliare tempi di vita e di lavoro oggi si aggrava per la difficoltà nel gestire il susseguirsi delle crisi, ma le imprenditrici artigiane non si arrendono. La rilevazione di Confartigianato evidenzia segnali di resilienza e capacità di reazione superiori a quelle dei colleghi maschi. Il 61,2% delle imprenditrici si dice, infatti, pronta ad adottare azioni di sviluppo per la propria azienda. Le donne alla guida di piccole imprese puntano soprattutto a migliorare la qualità del personale con attività di formazione, nuove assunzioni e a cambiare l’organizzazione interna dell’azienda.”