Un episodio di umanità nella guerra nel Donbass (marzo 1942)

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“Mentre finito il giro guardavo scendere dalle profondità dei cieli tetri la bella neve sonnolenta è entrata in ambulatorio una donna giovane robusta dai capelli nerissimi e opachi piangendo disperatamente. Ha riferito che la bambina di 10 anni aveva la febbre alta e si lamentava di dolori alla gola. Aveva paura della difterite. Cercava il medico, era venuta da noi non avendo trovato il medico russo. Faceva urgenza e paventava il pericolo. Allora ho indossato la pelliccia e con Chiarini che portava la siringa e le fiale mi sono mosso. Aveva detto che abitava a pochi passi nella strada. Menzogna. Sulla strada mi ha mostrato lontano la sagoma di un palazzone che si intravvedeva fra il turbine e mi ha pregato a mani giunte. Sono stato sul forse. Altro che ottocento metri. Due chilometri, fra andata e ritorno quattro chilometri. E la neve cadeva fitta. Infine mi sono deciso. Ed in fila indiana ci siamo mossi.

Rinfrancata ci ha detto di essere bulgara, che il marito ingegnere aeronautico era perito nel ’39 a Mosca in un incidente di volo che, lei pure laureata in ingegneria lavorava in un laboratorio delle tante miniere. Conosceva il tedesco e l’inglese, possedeva una motocicletta, e parlava abbastanza l’italiano. Finalmente arrivammo, stanchi morti. La bambina, una bella bambina tutta piena di efelidi non ne voleva sapere con 40 di febbre di mostrarmi la gola. E grida e urli e calci come tutti i bambini ammalati. Finalmente sono riuscito a fare un’iniezione. Niente difterite. Angina semplice, sospetto di prodromi di scarlattina o morbillo.

La madre mi ha offerto un fascio di rubli che ho rifiutato. Casa piccola ma pulitissima: un pianoforte, i soliti lettoni russi, qualche soprammobile di vetro di cattivo gusto. Ringraziamenti e sguardo curioso della bambina placata ma ancora agitata dai convulsi. Le ho dato due confetti che tenevo in tasca per scaramanzia e come difesa contro il troppo fumare. Mi sono poi mosso; io e Chiarini adagio fra la neve già a mucchi ci siamo indirizzati all’Ospedale da Campo che si vedeva lontanissimo” (da una lettera inedita del Dr G. B., Corpo di spedizione italiano in Russia, primi di marzo di 80 anni fa).

Roberto Balzani

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.