Ragazzi, state attenti ai guerrafondai

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Quando si rivolgeva ai ragazzi, dalle scuole agli scout, il compianto Sergio Giammarchi (nella foto) ammoniva tutti dal più grave pericolo sociale e politico di tutti i tempi: i guerrafondai. “Le guerre non le vogliono i popoli, che poi sono costretti a subirle e a combatterle” diceva, arricchendo le espressioni con la straordinaria empatia e qualche parola in dialetto.

Le guerre le vogliono i guerrafondai che ci sono sempre stati, ci saranno sempre, in tutti i paesi e in tutte le situazioni. Tocca anche a ognuno di noi fare in modo che chi vuol litigare, chi vuole sovrastare gli altri, chi vuole impossessarsi di beni o risorse non abbia queste possibilità. La strada per la pace e’ fatta di regole giuste, di rispetto, di lavoro e fratellanza“.

La realtà di queste ore fa risuonare ancora più forte le parole di Sergio e fa brillare, nella sfera eterea degli utopisti, la sua testimonianza di orfano, che non poté studiare, che a 17 anni dovette prendere le armi nella lotta di Liberazione e non vide l’ora di deporle. Poi divenne arrotino, quindi dirigente di una grande associazione artigiana, padre, nonno, appassionato di ciclismo, fonte di memoria civica e anche ineguagliabile educatore.
Hai ragione Sergio i guerrafondai sono attivi più che mai e, forse, imporranno ancora una volta le loro regole. Speriamo di no…

Mario Proli