Liceo Classico Morgagni

Ancora risuona l’eco delle giuste parole del rieletto Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sul rispetto della dignità dei cittadini, ovunque se ne imponga il dovuto rispetto, e, già oggi, appena il giorno dopo, giunge voce di un possibile, rinnovato sussulto della dignità degli studenti del Liceo Classico “G.B. Morgagni”.
Da tempo quei giovani sono, infatti, esasperati, abbandonati in una difficile condizione di disagio, quasi vessati dalla contradditoria organizzazione e gestione del loro liceo, imposta dalla lunga, incombente pandemia.

Un nonno, ansioso per il profondo affetto verso l’amato nipote, mi ha cercato sul filo della nostra, ormai antica, amicizia per annunciarmi la probabile protesta studentesca del Morgagni con un silenzioso, pacifico sit-in nei corridoi dell’istituto: tutto dovrebbe accadere lunedì 7 febbraio al tacito, ma esteso segnale, convenuto dalla comunità di studenti, stufi di vivere a scuola difficoltà e divisioni, ostative ai pieni obiettivi scolastici di conoscenza e formazione.

Motivo della protesta, come brace ardente sotto la cenere, paragone quasi provocatoriamente ossimorico, è il gelo delle aule del Morgagni per il mancato o parziale oppure sgangherato funzionamento dell’impianto di riscaldamento, sicuramente inefficiente e sulla via dell’obsolescenza nel suo rapporto tra potenza termica e spazi riscaldabili.
Insomma, al Liceo Classico di Forlì si battono denti e piedi per via del freddo, addosso cappotto o giubbotto, sciarpa e guanti, studenti umiliati e amaramente rassegnati alla vergognosa situazione di degrado di una struttura scolastica, luogo di cultura ed educazione di nuove generazioni di cittadini.

Prima, finché la temperatura meteorologica e la tolleranza fisica personale l’hanno consentito, vista la mancanza di impianto di condizionamento dell’aria, gli studenti del Morgagni hanno pagato la sfiga di stare in aula a finestre aperte per la necessità di aerare le aule alla faccia del COVID, come disposto dal dirigente scolastico in applicazione del disposto dall’autorità sanitaria; poi, ad inverno inoltrato, la clemente decisione dello stesso dirigente di limitare l’apertura delle finestre solo tra un’ora di lezione e la successiva, quasi che questa intermittenza non inficiasse il già precario riscaldamento delle aule!
Numerose le proteste dei genitori, anche sollecitati dai frequenti malori da raffreddamento dei propri ragazzi, soprattutto nel mese di gennaio, sino all’appello sdegnato sui giornali di qualcuno a difesa del figlio infreddolito, forse con l’incubo notturno di parlare con esquimesi ed orsi polari.

Adesso, soluzione davvero bizzarra perchè parziale e improvvida, la circolare n. 268, 3 febbraio 2022, del Liceo Morgagni stabilisce, con presa d’atto di quanto “preannunciato” in Collegio Docenti e in Consiglio d’Istituto, quindi anche accogliendo le lamentele di genitori con figli assiderati in aule al terzo piano dell’Istituto, che da lunedì 7 febbraio alcune classi si scambino le aule tra terzo e secondo piano, considerandosi, così, quest’ultimo di temperatura più accettabile nel rigore dell’inverno.

Morale: risolto il problema dei genitori con figlioli studenti al terzo piano, a tutto scapito dei, sinora, relativamente più fortunati ragazzi del secondo piano ovvero un vero trionfo applicativo del detto latino medioevale “mors tua vita mea”!
A metà dello scorso mese di dicembre due consiglieri della Lega forlivese avevano preso a cuore il problema “termico” del Morgagni, dichiarando, in proposito, il loro impegno, pur evidenziando la diversità di competenze tra stato, comune e provincia in tema di edilizia scolastica: tuttora non è pervenuto segno come tale loro impegno si sia realmente concretizzato, forse, anche in questo caso, vale da Tito Livio “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” ossia “mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata”, insomma le parole non fanno farina!

Oggi, Festa della Patrona di Forlì, speriamo che l’amore materno della Madonna del Fuoco ravvivi, riscaldi le gelide aule del Liceo Morgagni ed illumini quanti preposti alla buona organizzazione del sistema scolastico.
Auguri, cari ragazzi, consolatevi al pensiero che almeno il rieletto Presidente della Repubblica vi è vicino con il suo messaggio al parlamento.

Franco D’Emilio