9 febbraio, il messaggio della Repubblica Romana

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La Repubblica Romana del 1849 fu una straordinaria esperienza patriottica e democratica per l’Italia, che ancora non era unita, e per l’Europa. Nacque grazie ad elezioni popolari, fu proclamata solennemente il 9 febbraio nella capitale, vide un Governo impegnato a promulgare leggi fondate sull’uguaglianza, sull’abbattimento dei privilegi, sulla responsabilità dei doveri, sui diritti sociali e sul rispetto, a cominciare dalle guarentigie al culto religioso.

Venne difesa da un esercito di popolo, guidato da Giuseppe Garibaldi e prima di capitolare, nell’estate, sotto le soverchianti forze francesi e austriache, approvò la Costituzione. In quella esperienza ebbero ruolo primario tanti romagnoli e due forlivesi, Giovita Lazzarini e Aurelio Saffi, furono ministri. Aurelio Saffi, uomo di legge, professore e giornalista (questo quadro esposto all’Altare della Patria a Roma lo ritrae con una stampa in mano), fu anche Triumviro insieme a Giuseppe Mazzini e Carlo Armellini, incaricato cioè di gestire al massimo livello istituzionale la Repubblica e l’emergenza.

Schiacciata dalle cannonate e dalle baionette dell’ennesima restaurazione, la Repubblica Romana rimase viva come luce ideale per tanti patrioti che, nonostante il carcere, l’esilio, le sofferenze o la marginalizzazione degli anni a seguire, mantennero chiaro l’esempio di un modello sociale e politico possibile, quello di una Repubblica fondata sui principi di democrazia, uguaglianza e fratellanza. Questo, ancora oggi, è il messaggio che quella ormai lontana esperienza ci consegna. Ed è un messaggio universale.

Mario Proli