Comando Polizia Municipale Forlì

Il nuovo Regolamento della Polizia Locale, in linea con il quadro normativo della Regione Emilia Romagna – spiega in una nota il gruppo consiliare della Legarappresenta un atto di importanza strategica per il nostro Comune, all’indomani della deliberazione di recesso dall’Unione dei Comuni della Romagna forlivese. Con la riacquisizione della piena titolarità dei servizi conferiti un tempo all’Unione, questa città si riappropria, in particolare, della funzione di Polizia Locale, mettendo in cantiere importanti nuove assunzioni e ricalibrando l’erogazione e le modalità di svolgimento del servizio alle esigenze e alle priorità del territorio forlivese. Si tratta di un regolamento che aggiorna la struttura organizzativa del Corpo, gli strumenti in dotazione agli agenti di pubblica sicurezza, i modelli di esecuzione del servizio e gli standard di svolgimento delle funzioni nuovamente in capo al Comune. È davvero un peccato, dunque, che rispetto a un provvedimento di questa natura, che intende perseguire condizioni ottimali di sicurezza del territorio urbano, i gruppi di minoranza del nostro consiglio comunale si siano espressi in maniera contraria, sconfessando i contenuti e le linee di indirizzo della legge regionale 24 del 2003, promossa e deliberata proprio dal partito democratico emiliano romagnolo.”

Ieri il Consiglio comunale ha discusso il nuovo regolamento della Polizia locale, la cui adozione si è resa necessaria a seguito del rientro del Corpo in seno all’Amministrazione dopo il recesso dall’Unione di Comuni. Nonostante i quasi due anni trascorsi dalla decisione di recedere, il Comune si è presentato al dibattito consiliare con una proposta autoreferenziale, di dubbia coerenza con le normative regionali ed impostata su presupposti organizzative inefficienti e confusi. Il primo elemento di criticità del provvedimento è il fatto che non sia stato discusso (e addirittura nemmeno presentato) con le organizzazioni sindacali dei lavoratori della Polizia locale, e questo sebbene il documento tratti delle condizioni lavorative degli agenti” ribatte Federico Morgagni consigliere di minoranza di Forlì&Co.

Tale condotta – continua – ispirata a principi che sono all’opposto di quella prassi di corrette relazioni sindacali che un’Amministrazione pubblica deve essere la prima a promuovere e esercitare, è stata per di più reiterata anche negli ultimi giorni, sebbene al sindaco sia pervenuta una formale richiesta di incontro e confronto da parte dei sindacati.
Il risultato è che il Comune di Forlì si trova ora sull’orlo dell’apertura di un contenzioso sindacale con i propri lavoratori, e tutto ciò solo a causa dell’imperizia della Giunta.
Venendo al merito, i regolamenti per il funzionamento della Polizia municipale devono essere in linea con gli indirizzi della normativa vigente in materia, la legge regionale del 2003“.

Quello approvato dalla maggioranza invece se ne allontana su un aspetto assai rilevante, nella misura in cui definisce una sorta di diarchia ai vertici della nostra Polizia Locale, attribuendo al vicecomandante tutte le competenze tecniche proprie della figura del dirigente. In sostanza, si va a cristallizzare la pessima scelta della Giunta di non procedere alla nomina di un nuovo comandante dopo il rientro della Polizia Locale dall’Unione, spacchettando le funzioni proprie di questa figura fra un dirigente amministrativo, privo di qualunque esperienza in materia di Pm, e una posizione organizzativa, priva delle qualifiche prescritte per la funzione di comando. Nel delicato momento della sua riorganizzazione, la Polizia locale si trova dunque priva di un comando unificato e, di conseguenza, esposta a una situazione di caos e sovrapposizione di competenze, a tutto danno di un’efficace gestione operativa e della sicurezza dei cittadini” insiste Morgagni.

Oltre che disfunzionale in termini organizzativi e dannosa per i cittadini, la diarchia fra i comandanti alimenta altresì fondati timori di un contrasto con la normativa regionale. In ballo c’è il rischio che la Polizia Locale si trovi priva dei requisiti per il riconoscimento come “Corpo” e, di conseguenza, possa perdere i benefici connessi (finanziamenti, dotazioni, ecc..). Ancora una volta, purtroppo, la maggioranza ha rifiutato qualsiasi proposta di miglioramento del testo avanzata dalle opposizioni, impiegando invece ore e ore per dirimere i propri contrasti interni (addirittura uno dei gruppi di maggioranza ha finito per disertare la seduta e il voto). Da parte nostra, abbiamo intrapreso i passi necessari a verificare che non vi sia il rischio che il contrasto con la normativa vigente in materia porti la Polizia Locale di Forlì a perdere lo status di “Corpo di polizia”, al fine di sventare i danni che ciò provocherebbe per tutti i forlivesi e i lavoratori e lavoratrici della Pm” conclude il consigliere di Forlì&Co.