Campus-universitario-Forli

Lunedì il Consiglio Comunale ha discusso l’ordine del giorno presentato dai gruppi Forlì e Co., Italia viva e Movimento Cinque Stelle che chiedeva all’Università di Bologna di non chiudere il Corso di laurea in Mass media e politica. Nonostante il testo in discussione sollecitasse una presa di posizione unitaria di tutte le forze politiche cittadine per dar voce ai tanti docenti, studenti e residenti interessati alla sopravvivenza del corso, si sono palesati subito imbarazzati distinguo e richieste di rinvio della discussione, in particolare dai banchi della maggioranza, benché tutti sapessero che il rinvio avrebbe significato discutere dopo la decisione finale del Senato accademico. Ciononostante, alcuni consiglieri della destra hanno abbandonato l’aula, cercando vanamente di far venire meno il numero legale” è il commento del consigliere comunale Federico Morgagni capogruppo Forlì e Co.

La successiva discussione si è svolta in un clima surreale. Nessuno dei gruppi presenti ha espresso la propria adesione al testo, o proposto modifiche o motivato la propria contrarietà. Solo gli esponenti della Lega sono intervenuti per dichiarare che il documento costituiva un attacco all’università, posizione senza attinenza col testo in discussione che, al contrario, nel riconoscere l’autonomia dell’ateneo, sottolineava anche l’importanza di una leale collaborazione fra università e istituzioni locali. Tale prassi è stata del resto alla base di tutta la fortunata vicenda dell’insediamento del Campus a Forlì, a favore del quale la città ha investito e investe tuttora ingenti risorse. A preoccupare, piuttosto, è la posizione leghista circa i rapporti fra Comune e Università, che sembra teorizzare un atteggiamento subalterno e disinteressato del potere locale, quasi che ciò che accade dentro il Campus non abbia ricadute di grande importanza per la nostra città” continua Morgagni.

Non pervenuta al dibattito l’Amministrazione. Il sindaco non ha speso una sola parola sulla vicenda fin dal suo inizio. L’assessore competente, che un mese fa aveva manifestato sconcerto per la chiusura del corso, lunedì ha sostenuto di avere avuto rassicurazioni sull’arrivo di non meglio precisati nuovi corsi al posto di mass media e politica. A parte i dubbi che suscitano queste generiche dichiarazioni (quanti corsi? Quali corsi? Attivati a partire da quando?), è sconcertante che il titolare della delega all’università teorizzi che un corso vale l’altro, come se le conseguenze negative sul profilo culturale e occupazionale della chiusura di Mass media e politica possano essere cancellate semplicemente facendo venire a Forlì altri studenti, di una imprecisata facoltà” insiste il consigliere di minoranza.

In conclusione, l’Odg è stato votato solo dai 5 consiglieri proponenti dei gruppi Forlì e Co., Movimento Cinque Stelle e Italia viva, mentre gli altri si sono astenuti o non hanno partecipato al voto. Successivamente, con un’interpretazione regolamentare più che discutibile, la Segretaria comunale ha dichiarato “non approvato” il testo. Naturalmente abbiamo già provveduto a inoltrare alle autorità competenti la richiesta di un parere su questa decisione ma, approvazione o meno, non è possibile cancellare il triste spettacolo di un Consiglio comunale che, fra scuse e distinguo, non è stato in grado di far fronte comune nemmeno su una posizione che rappresentava l’interesse della nostra città e rispondeva alle aspettative e alle istanze della grande maggioranza dei forlivesi” conclude Federico Morgagni.