coop lavoro con Forlì

Crescita sostenuta delle imprese straniere attive, superiore sia all’incremento regionale, sia a quello nazionale, nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, secondo quanto rilevato dai dati Infocamere-Movimprese per l’anno 2021. Complessivamente, si tratta della più alta variazione annua degli ultimi dieci anni. Le imprese straniere aumentano in tutti i principali settori economici: costruzioni, commercio, alloggio e ristorazione, manifatturiero, trasporti, servizi alle imprese e alle persone. In un contesto in cui prevalgono nettamente le imprese individuali (4 imprese straniere su 5) si rileva una decisa crescita delle società di capitale.

Al 31 dicembre 2021 nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 8.485 imprese straniere attive, che costituiscono l’11,9% del totale delle imprese attive (13,3% in Emilia-Romagna e 11,1% in Italia). Nel confronto con il 31 dicembre 2020 si riscontra un aumento delle imprese straniere del 5,6%, superiore sia all’incremento regionale (+5,0%) sia alla variazione positiva nazionale (+1,6%). Nel dettaglio, la variazione annua 2021-2020 risulta essere la maggiore tra le variazioni tendenziali negli ultimi dieci anni, in un trend costantemente crescente.

I principali settori economici risultano, nell’ordine costruzioni (34,8% delle imprese straniere), commercio (29,9%), alloggio e ristorazione (8,9%), industria manifatturiera (7,3%), altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (5,0%), trasporti (3,4%) e noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (3,3%). In termini di variazione annua si registra un aumento in ciascuno di questi settori: +9,2% nelle costruzioni, +3,6% nel commercio, +2,6% nell’alloggio e ristorazione, +3,0% nel manifatturiero, +7,9% nelle altre attività di servizi, +4,0% nei trasporti e +3,7% nel settore noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese.
Le imprese straniere con la maggior incidenza percentuale sul totale delle imprese attive appartengono ai settori costruzioni (27,4%), commercio (15,3%), trasporti (13,3%), altre attività di servizi (12,9%), noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (12,8%), industria manifatturiera (10,4%) e alloggio e ristorazione (10,0%).

Riguardo alla natura giuridica, la maggior parte delle imprese straniere sono imprese individuali (80,1% del totale), alle quali seguono, con molto distacco, le società di capitale (12,3%) e le società di persone (7,0%); nel confronto con l’anno precedente crescono tutte e tre le forme giuridiche, in particolar modo le società di capitale (+11,0%).
La pandemia, purtroppo tuttora in atto, non ha, però, causato particolari effetti negativi sulle imprese facenti capo ad imprenditori stranieri, che sono aumentate nella misura maggiore degli ultimi dieci anni – dichiara Alberto Zambianchi presidente della Camera di commercio della Romagna –. Ma come sono strutturate e dove si concentrano queste imprese? Dai dati emerge con chiarezza che l’imprenditoria straniera si concentra prevalentemente in alcuni comparti, come edilizia e commercio, che attualmente hanno meno appeal per gli imprenditori italiani. Comparti che non richiedono particolari competenze specialistiche, né elevati investimenti iniziali e che permettono all’imprenditore straniero di esprimere le proprie competenze, maturate anche prima dell’immigrazione o legate alle tradizioni ed alla cultura del paese di origine. Aggiungo che le imprese condotte dagli imprenditori stranieri operano prevalentemente nella forma di impresa individuale, con un’incidenza nettamente superiore a quella degli imprenditori italiani. Ciò si verifica, sia per la limitata disponibilità di capitale, sia per le maggiori complessità per l’accesso al credito. Sono questi gli elementi che limitano la nascita di realtà maggiormente strutturate, anche se va evidenziata la netta e costante crescita delle società di capitale. Va comunque sottolineato che l’imprenditoria immigrata ormai rappresenta un elemento strutturale dell’economia italiana e conferma uno degli aspetti più interessanti del fenomeno migratorio. Tutto ciò rappresenta anche un’ulteriore riprova del fatto che le persone che decidono di migrare sono quelle più dinamiche, più dotate di “propensione al rischio” e che possiedono una buona capacità di adattamento. Va infine ricordato che le imprese guidate da stranieri rappresentano, non solo un fattore di benessere per le rispettive famiglie, ma anche un fattore importante di integrazione, con ricadute economiche e sociali positive”.

Le imprese straniere: focus provinciale Forlì-Cesena

Al 31 dicembre 2021 in provincia di Forlì-Cesena si contano 3.843 imprese straniere attive, che costituiscono il 10,5% del totale delle imprese attive (13,3% in Emilia-Romagna e 11,1% in Italia). Nel confronto con il 31 dicembre 2020 si riscontra un incremento delle imprese straniere del 5,1%, sostanzialmente in linea con l’aumento regionale (+5,0%) ma superiore alla variazione positiva nazionale (+1,6%). Nel dettaglio, la variazione annua 2021-2020 risulta essere la maggiore tra le variazioni tendenziali negli ultimi dieci anni, in un trend costantemente crescente.

I principali settori economici risultano le costruzioni (37,8% delle imprese straniere), il commercio (25,9%), l’industria manifatturiera (10,1%), l’alloggio e ristorazione (7,7%), le altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (5,4%) e i trasporti (3,9%); rispetto al 31 dicembre 2020 crescono le imprese straniere in tutti i settori sopra citati: +6,7% nelle costruzioni, +4,0% nel commercio, +3,8% nel manifatturiero, +5,4% nell’alloggio e ristorazione, +7,3% nelle altre attività di servizi e +3,4% nei trasporti.
I settori con la più alta incidenza percentuale delle imprese straniere sul totale delle imprese attive sono, rispettivamente: costruzioni (25,6%), commercio (12,7%), trasporti (12,1%), altre attività di servizi (11,7%), industria manifatturiera (11,3%) e alloggio e ristorazione (10,6%).

Riguardo alla natura giuridica delle imprese straniere, prevalgono nettamente le imprese individuali (83,3% del totale), seguite, a distanza, dalle società di capitale (10,1%) e società di persone (6,2%); in termini di variazione annua crescono le imprese individuali (+4,5%), le società di persone (+3,5%) e, soprattutto, le società di capitale (+11,8%).
In un contesto di analisi territoriale, poi, si evidenzia come più della metà delle imprese straniere provinciali (il 55,0%) si trovano nei Comuni di Forlì (33,9%) e Cesena (21,1%), ossia nei “Grandi centri urbani”; buona anche la presenza nei Comuni di Cesenatico (9,0%), Forlimpopoli (2,5%) e Bertinoro (2,0%), ossia nei cosiddetti “Comuni di cintura” (totale 13,5%), e di Savignano sul Rubicone (7,6%), Gatteo (4,2%), San Mauro Pascoli (3,8%), Gambettola (2,7%) e Longiano (1,4% ”area del Basso Rubicone”, totale 19,7%). Ad essi vanno aggiunti i Comuni di Meldola (2,1%) e Civitella di Romagna (1,0% Valle del Bidente), Castrocaro Terme e Terra del Sole (1,6% Valle del Montone), Mercato Saraceno (1,3%) e Bagno di Romagna (1,0% Valle del Savio). In sintesi, il 54,5% delle imprese straniere attive si trova nel comprensorio di Cesena e il 45,5% nel comprensorio di Forlì.

I Comuni con la più alta incidenza percentuale delle imprese straniere sul totale delle imprese attive risultano essere Gatteo (18,7%), Savignano sul Rubicone (18,4%), San Mauro Pascoli (13,7%), Forlì (12,5%), Gambettola (11,7%) e Cesenatico (10,9%).
Infine, i principali Paesi di provenienza degli imprenditori stranieri, riferiti alle imprese individuali (le uniche per le quali è possibile fare un’analisi per nazionalità) sono, nell’ordine, Albania (610 imprese), Romania (366), Cina (363), Marocco (337) e Tunisia (204); in termini di incidenza, i suddetti Paesi raggiungono il 58,7% del totale straniero.