Neve a Forlì

“La sera del 31 gennaio, cominciò a fioccare lentamente: appena un velo, che pareva appoggiato sul piano di calpestio e pronto a togliere subito il disturbo. Restò così fino a mattina; poi, i fiocchi presero a turbinare e a danzare, con spavalda energia; e continuarono a lungo, senza requie. Sempre per la logica della prevenzione e della copertura dalla responsabilità, nel frattempo, la prefettura aveva provveduto a chiudere l’autostrada, effetto diretto di un comunicato della Società Autostrade, col quale non si assicurava la pulizia del fondo stradale.

Il casello cominciò a vomitare bestioni sbuffanti, che pigramente cominciarono a incolonnarsi lungo le arterie statali e comunali adiacenti: impossibile pulire o quasi, mentre i motori facevano le fusa e l’aria si riempiva dello scarico degli scappamenti. Odore dolce di benzina e di gasolio bruciati, mentre l’alba cedeva il posto alla luce, poi di nuovo all’oscurità. La neve, frattanto, s’ispessiva a terra come una coltre soffice, apparentemente innocua: neve buona, divertente, da cartolina. La campagna cominciava ad assumere contorni fiabeschi, nel silenzio ovattato della tormenta”. Così cominciò.

Roberto Balzani

CONDIVIDI
Articolo precedenteXXI Lotteria della Solidarietà: estratti i biglietti vincenti
Articolo successivoSono 870 i nuovi contagi nel Forlivese, due i decessi in provincia
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.