studenti universitari del Punto Europa a Strasburgo

Torna l’«Europa sul Sofà». Proposto dal Centro di informazione e documentazione Punto Europa di Forlì durante i difficili mesi della pandemia, il ciclo di conferenze online arriva alla terza stagione, con importanti conferme e grosse novità: innanzitutto, il format. L’appuntamento è ogni giovedì, dalle 18,00 alle 19,00, sulle pagine Facebook e Twitter, o il canale YouTube del Punto Europa. Durante ciascun incontro, sarà affrontato un tema o un argomento particolarmente rilevante per l’Unione europea o i suoi Paesi membri, attraverso la partecipazione di docenti universitari, esperti di settore e giornalisti. Conducono le puntate le studentesse e gli studenti del Corso di Laurea magistrale in Scienze internazionali e diplomatiche del Campus di Forlì dell’Università di Bologna, formati come European Union Junior Expert.

Giovedì 27 gennaio il primo incontro, di apertura. Con il corrispondente a Bruxelles David Carretta e Michele Marchi (Unibo), sarà approfondita la natura e le prospettive della nuova Presidenza francese del Consiglio dell’Unione europea. Tutta Europa guarda Parigi con attesa e curiosità, poiché il termine del mandato da Presidente della Repubblica di Emmanuel Macron coinciderà anche con la fine della Conferenza sul Futuro dell’Europa e con la conclusione del semestre di presidenza francese nell’UE. Quindi, le prossime elezioni in Francia potranno rappresentare assieme un banco di prova e un laboratorio sulle possibilità di successo del processo di riforma dell’UE.

«Cominciamo questa terza stagione consapevoli dell’importanza di discutere e riflettere su alcuni dei temi più importanti che stanno segnando questo particolare momento storico», è il commento di Giuliana Laschi presidente del Comitato scientifico del Punto Europa. «Durante la pandemia sono aumentate le legittime aspettative dei cittadini rispetto alla capacità di intervento dell’Unione europea: insomma, gli europei vorrebbero più Europa! Durante il 2022 sarà discussa la riforma del Patto di stabilità, la possibile modifica dei trattati e il ruolo che l’Unione europea dovrebbe avere nella gestione delle crisi internazionali, molte delle quali a noi prossime. Intendiamo quindi seguire questi eventi e informare la cittadinanza, perché solo attraverso il pensiero critico e ragionato, siamo convinti si possano meglio esercitare le prerogative proprie di una democrazia».