Piazza Morgagni

«Il 5 dicembre, sono ricorsi i 250 anni dalla morte di Giovanni Battista Morgagni medico, anatomista, patologo, nato a Forlì nel 1682, in Via Missirini a due passi dall’attuale Piazza Saffi. Iscritto a 16 anni all’Università di Bologna, alla Facoltà di Medicina, divenne il maggior anatomista del tempo, ricercato e richiesto per i suoi studi e le sue scoperte da Londra, a Parigi, da Belino a Pietroburgo. La sua opera più famosa tradotta in numerose lingue “De sedibus et causis morborum per anatomen indagatis” è una delle opere più celebri ed importanti della storia della medicina che consacrò la patologia una scienza sperimentale» è il commento di Elisa Massa vicepresidente del Consiglio Comunale di Forlì e consigliera comunale del Partito Democratico.

«“Sua Maestà Anatomica” così veniva chiamato in abito accademico, tenne la cattedra di anatomia all’Università degli studi di Padova, città dove visse con la moglie e i 15 figli fino alla sua morte nel 1771. Questo illustre forlivese, al quale è intitolato per parte, il nostro ospedale cittadino e la piazzetta omonima, con la statua che lo raffigura donata da Camillo Versari, non ha ricevuto neppure un rigo di attenzione dalla attuale Amministrazione.  Viceversa, proprio in questi giorni, grande impegno finanziario è stato profuso per l’illuminazione della città nel periodo natalizio, con l’ambizione di richiamare forlivesi e turisti per le vie cittadine» insiste Massa.

Dunque, mi chiedo perché non si è pensato, in occasione di questo importante anniversario, ad un progetto multidisciplinare che coinvolgesse le scuole della città, a partire dal caro Liceo Classico a lui intitolato, attraverso i testi antichi originali conservati nella nostra Biblioteca, fino al luogo natale, organizzando convegni, mostre, iniziative così da valorizzare e testimoniare la vita, le opere di questo illustrissimo forlivese? Peccato, perché credo si sia perso una bella e preziosa occasione. Io credo che spetti alle istituzioni promuovere e sostenere il ricordo di chi ha reso illustre la nostra città nel mondo, come testimonianza di riconoscimento e di orgoglio per tutti i cittadini. I turisti, quelli tanto citati nell’ambito della ripresa del centro storico, forse una visita alla nostra città mercuriale l’avrebbero fatta volentieri e non solo per scattarsi un selfie sotto le luci dei viali” conclude la vicepresidente del Consiglio comunale.