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Pochi giorni fa, come ogni anno, Arpae ha pubblicato il report inerente alla classificazione della qualità delle 97 acque di balneazione della costa romagnola. Classificazione che avviene sulla base delle analisi di routine effettuate nei suddetti specchi d’acqua durante le ultime 4 stagioni balneari. L’unica acqua che peggiora la sua qualità passando da “Eccellente” a “Buona” è quella Porto Marina Cervia sud, di seguito vedremo perché.

Stazionano ancora nella classificazione “Buona” le acque di Goro denominate “Spiaggina A” e “Scanno A” così come “San Mauro Mare nord”. Migliora invece la classificazione dell’acqua di balneazione denominata “Savignano”, a sud della foce del Rubicone, che da qualità “Buona” passa ad “Eccellente” nonché quella di “Foce Marecchia nord” che da “Sufficiente” passa a “Buona”. Lo specchio “Foce Marecchia sud” dopo essere stato messo nel 2020 stranamente in attesa di classificazione, è stata dichiarata di qualità “Buona”. Stranamente perché quell’anno “d’attesa” seguiva 4 stagioni consecutive in cui la qualità della sua acqua era stata classificata “Scarsa” e se ciò fosse continuato per una quinta volta sarebbe scattato per legge il divieto permanente di balneazione. Migliora dopo un decennio di criticità conclamate anche lo specchio d’acqua riccionese “Foce Marano sud” che da qualità “Buona” passa ad “Eccellente”.

I numeri sono numeri ma al fine di avere un’oggettiva lettura della situazione della qualità delle nostre acque di balneazione è opportuno tenere conto di 3 fattori determinanti nonché fattuali. L’inquinamento microbiologico è causato principalmente dall’apertura degli scolmatori fognari posizionati strutturalmente nella fognatura delle città romagnole costiere e non, i quali con le abbondanti piogge inevitabilmente si aprono riversando i liquami nei fiumi e nei torrenti che poi sfociano in mare. Fino a quando la fognatura non verrà interamente sdoppiata il problema rimane.

Le analisi di routine sulla base delle quali poi si classifica la qualità dell’acqua avvengono 2 volte al mese. Se la stagione estiva non è affatto piovosa o i prelievi avvengono temporalmente lontano dalle eventuali giornate di precipitazioni, i risultati andranno bene ma il problema fognario e l’inquinamento resta insoluto nonostante l’acqua venga magari classificata, attraverso dati veri, “Eccellente”.

tabella 2

Le misure preventive con le quali si chiude la balneazione per 18 ore all’apertura solo di alcuni scolmatori fognari interessano 18 acque di balneazione (2 nel Comune di Cesenatico, 10 nel Comune di Rimini, 3 nel Comune di Riccione e 3 acque nel Comune di Cattolica). In quei casi non avvengono mai analisi quindi non viene tenuto conto dello sversamento dei liquami e dell’inquinamento microbiologico poi durante la classificazione a fine stagione della qualità delle acque di balneazione interessate da quelle misure. Il risultato è che uno specchio d’acqua può essere chiuso 6 o 7 volte dopo l’avvenuto sversamento fognario in mare e le sue acque essere classificate comunque “Eccellente”. Cattolica docet.

Numeri alla mano, le chiusure della balneazione per 18 ore sulla costa romagnola avvenute in seguito all’apertura degli scolmatori fognari a causa delle piogge, durante l’estate 2021 sono state in totale 36. Gli specchi d’acqua più colpiti furono: Cattolica – Sollevamento Vienna con 7 chiusure, Scaricatore Rimini depuratore Santa Giustina con 6, Miramare Roncasso 5, Miramare Rio Asse nord 5, Riccione Ria Asse sud 5, Foce Marecchia sud 2.
Invece le chiusure temporanee della balneazione in seguito ad analisi di routine sforanti i limiti di legge, hanno interessato solo due acque: “Milano Marittima Porto canale nord” chiusa 2 volte per un totale di 4 giorni e “Porto Marina Cervia sud” chiusa 1 volta sola ma per 7 giorni consecutivi. Spiegata dunque la recessione nella classificazione della qualità di quest’ultima acqua di balneazione da “Eccellente” a “Buona”.

Giorgio Venturi