sala San Luigi

Con “Docudì” per i primi due lunedì di dicembre la Sala San Luigi, in via Luigi Nanni 14 a Forlì, organizza, insieme alle associazioni universitarie Koiné, Udu Forlì e Spotted Uni Forlì, le proiezioni di due documentari che trattano di storie italiane attuali e passate.
Si parte lunedì 6 dicembre alle 21,00 con il documentario Futura, diretto da Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher e anticipato dalla presentazione dell’associazione Koiné. La pellicola è stata realizzata collettivamente dai tre registi che, attraverso un viaggio per l’Italia, da Nord a Sud, hanno raccolto le testimonianze di alcuni giovani tra i 15 e i 20 anni con l’obbiettivo di raccontare le loro aspettative, i loro sogni, le loro difficoltà, le loro paure e le loro prospettive per il futuro. Futura, però, chiede ai suoi protagonisti di raccontare anche la loro opinione su avvenimenti del passato prossimo, che hanno segnato la nostra Storia.

Ciò succede quando i registi intervistano i componenti di un coro che si riunisce nella scuola Diaz di Genova e diventa naturale chiedere loro cosa pensano del G8 del 2001.È in questo momento che diventa palese la responsabilità degli adulti che non sono stati in grado di raccontare e soprattutto di trasmettere ai giovani l’importanza di quella vicenda, per nulla marginale.
L’intento dei registi è quello di rappresentare attraverso gli occhi dei ragazzi una riflessione sul tempo che stiamo vivendo e sul nostro Paese che non dedica loro abbastanza attenzione. La lavorazione di Futura è iniziata prima della pandemia, ma proseguita dopo il lockdown e sono quindi visibili, per l’uso delle mascherine, un prima e un dopo evidenti. Questo particolare momento storico ha reso l’esistenza dei giovani molto fragile, come davanti a una prossima fine del mondo; Francesco Munzi, infatti, ha dichiarato “L’angoscia sembra il sentimento prevalente. Facce di giovani che non sanno bene come andranno a finire”.

Lunedì 13 dicembre sempre alle ore 21,00, sarà la volta del documentario Il caso Braibanti, vincitore ai Nastri d’Argento 2021 come migliore docufiction. Il documentario è diretto da Carmen Giardina, che sarà presente in Sala per l’introduzione del film, e Massimiliano Palmese.
La pellicola prova ad accendere una luce sulla vita del partigiano, poeta e drammaturgo Aldo Braibanti, dal suo precoce attivismo antifascista fino alla sua morte, ma che viene ricordato soprattutto per il processo a cui fu sottoposto con l’accusa di aver plagiato il ventunenne Giovanni Sanfratello. Braibanti aveva introdotto il giovane Sanfratello nella propria cerchia di amici artisti, sostenendolo negli studi e incoraggiandolo nella sua inclinazione per la pittura. Tra loro nacque un grande amore e i due andarono a vivere insieme a Roma. Ma la famiglia del ragazzo che non accettava l’omosessualità del figlio, però, decise di opporsi a quella relazione e lo fece nella maniera più aggressiva. Giovanni fu internato in manicomio e Braibanti fu messo alla sbarra. Il processo si aprì a Roma nell’estate del 1968, proprio mentre nel mondo infiammava la Contestazione e si lottava per nuove libertà e diritti.

Il processo divise l’Italia e Braibanti ebbe al suo fianco grandi sostenitori come Pannella, Pasolini, Morante, Moravia e Eco che seguirono e commentarono aspramente il processo e quella parte di Paese che resisteva strenuamente ad ogni tentativo di modernizzazione della società.
La vita di Braibanti viene ripercorsa nel documentario dal nipote Ferruccio Braibanti e dalle foto d’archivio messe a disposizione dalla famiglia, accompagnate anche dai video d’arte girati dallo stesso artista. Tutto contribuisce a restituirci una fotografia vivida e d’impatto del nostro passato recente.
Maggiori informazioni su Docudì sono reperibili sul sito www.salasanluigi.it e sulle pagine social della Sala San Luigi.