Di Maio: «Evitata l’Iva per il terzo settore, ascoltate le nostra istanze»

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Stop all’Iva per il terzo settore fino al 2024. La norma è contenuta in un emendamento alla legge di bilancio riformulato e blocca gli effetti del decreto legge fiscale per due anni. “Un ottimo risultato, che pone rimedio a una stortura che avrebbe inginocchiato tante realtà che operano nell’ambito sociale e che contribuiscono alla vitalità dei nostri territori – afferma il deputato di Italia Viva Marco Di Maio -. Un disagio di cui ci siamo fatti portavoce nelle sedi istituzionali ottenendo l’obiettivo che ci eravamo dati. Il mondo del terzo settore è una colonna portante dei servizi che vengono assicurati ai cittadini, soprattutto per la Romagna che vanta un tessuto sociale tra i più vivaci e dinamici del Paese“.

Dal primo gennaio del 2022, secondo quanto prevede il decreto fiscale, gli enti non profit che non svolgono attività commerciale avrebbero dovuto aprire la partita Iva. Con la proposta di modifica, invece, si rinvia l’entrata in vigore della norma fino al 2024. “In questo modo si evitano pesi insostenibili per molte realtà – spiega il parlamentare forlivese – e si apre una fase di tempo sufficiente per impostare una necessaria riforma, che però sia il frutto di un ampio coinvolgimento degli operatori del settore. Se lo si fosse fatto preventivamente anche sul decreto fiscale, si sarebbero evitate polemiche e tensioni di queste settimane e, soprattutto, il rischio di un appesantimento insostenibile per molte realtà“.