Chiusura corso Mass Media e Politica. De Girolamo: «Decisione incomprensibile»

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Chiudere le iscrizioni dal prossimo anno accademico ad un corso di laurea magistrale d’eccellenza, come quello in ‘Mass media e politica’, rappresenta certamente una sconfitta per il nostro sistema universitario regionale ed al tempo stesso una decisione incomprensibile che sembra non trovare riscontri puntuali o spiegazioni logiche”. Commenta così il deputato romagnolo Carlo Ugo De Girolamo – già docente al Campus di Forlì ed oggi parlamentare di Coraggio Italia – le recenti notizie circa la chiusura del corso di laurea in MMP apparse sulla stampa in questi giorni.

Conosco molto bene la realtà dei corsi di laurea afferenti al Dipartimento di Scienze politiche, non a caso ho avuto l’opportunità e il privilegio per molti anni di prestare servizio come docente in alcuni di essi, potendo apprezzarne le qualità e le specialità che – senza ombra di dubbio – non hanno eguali in Italia. Mi sono sempre confrontato con la comunità studentesca e con quella accademica, ed unanimemente il giudizio è sempre stato positivo, in modo particolare su un corso innovativo come quello di cui si discute oggi l’azzeramento futuro. Un corso che attrae – giova ricordarlo – ogni anno più di cinquanta studenti e molti altri purtroppo ne restano esclusi essendo a numero chiuso”.

Il nostro Campus, fiore all’occhiello della Romagna, non può permettersi di perdere una presenza così importante di studenti e docenti, attratti ogni anno dalla qualità della didattica e dall’organizzazione resa possibile anche grazie alla sapiente regia e cura da parte degli organi di Campus, in primis del suo Presidente Luca Mazzara, che si è sempre distinto ed impegnato con ogni sforzo e profonda dedizione allo sviluppo del progetto romagnolo. Per questo spiace apprendere che in questa scelta non ci sia stato un vero coinvolgimento degli organi accademici locali di vertice. Mi sento pertanto di condividere fermamente le parole del Presidente Mazzara: non si può pensare ad azioni che possano rilanciare il campus e la didattica, portando via proprio un pezzo di eccellenza dal Campus”.

Mi unisco anche alle preoccupazioni espresse dalle rappresentanze studentesche, dell’Udu, Unione degli universitari in primis, che ha sollevato la questione e che strenuamente continua a sostenere l’importanza di avere un corso universitario che offra concrete possibilità pratiche di impiego nel campo della comunicazione politica e istituzionale.
In questi anni gli investimenti apportati ai Campus della Romagna sono stati la più bella testimonianza della strategicità che questi ultimi rivestono nel sistema universitario regionale nonchè ‘dell’imprinting’ che il precedente rettore Francesco Ubertini ha voluto lasciarci, segno che la crescita delle sedi universitarie romagnole deve essere un obiettivo prioritario soprattutto oggi, all’avvio del mandato del nuovo Magnifico rettore. Per questo la scelta di intervenire ‘a gamba tesa’, decretando la fine di un’esperienza assolutamente positiva come quella del corso di laurea in Mass media e politica, non può lasciare silente chi riveste una carica politica o istituzionale. Pur nel rispetto dell’autonomia degli organi di Dipartimento, occorre pertanto farsi promotori di una consultazione – o per meglio dire, concertazione – che finora pare non esserci stata, coinvolgendo tutti gli ‘attori’ interessati: studenti, docenti, rappresentanti di Campus e delle istituzioni locali e nazionali. In gergo politico si chiamerebbe ‘tavolo di crisi’, mi piace piuttosto chiamarlo ‘tavolo di ripensamento’, dato che al momento ci sono tutte le condizioni per riformare questa scelta illogica.

Nei prossimi giorni continuerò ad attivarmi affinchè possa appunto concretizzarsi l’idea di riunire attorno ad un tavolo tutti coloro che hanno a cuore il corso di laurea e lo sviluppo dell’Università di Bologna in Romagna e mi auguro possano unirsi in questo sforzo tutte le istituzioni locali – conclude il deputato -. Da docente prima – e da parlamentare poi – non sono mai stato spettatore passivo di decisioni che riguardano il futuro di tanti giovani studenti: è il momento di unire le forze e gli sforzi puntando ad azioni in grado di rilanciare, potenziare, arricchire l’offerta formativa universitaria, non certo di ridurla drasticamente, preferendo i piccoli campanilismi da cortile piuttosto che pensare in maniera unitaria a come progettare un futuro ambizioso”.