asterisco

Sino a poco tempo fa l’asterisco era solo un simbolo grafico a forma di stellina (*) per richiamare note a margine o a piè di pagina oppure segnare l’omissione volontaria di parte di un testo. Adesso, invece, l’asterisco è diventato pure un marchio del “politicamente corretto” che, tuttavia, può suscitare perplessità, persino ansia per un’improvvisa crisi di identità personale, sia di genere che politica: proprio così, un uomo o una donna, anzi, scusate, un* non solo si vede trattat*, appellat* come un ibrido di genere, né carne né pesce, né maschio né femmina, ma addirittura vede demolirsi il suo contributo, definito e particolare, di compagno o compagna alle lotte sindacali dei lavoratori. Dunque, lavorat* di tutto il mondo unitevi!

Pare davvero che la via per la difesa e la tutela del lavoro sia ora segnata dalla scelta di mettere al posto della vocale finale o del suffisso (…tore o …trice), che marca il genere grammaticale, un bell’asterisco, vago e allusivamente misterioso, contro l’uso del maschile indifferenziato: quindi si va oltre, in modo egualitario si comprende in un asterisco ogni variante di genere, cosicché il mondo sindacale sia, in tal modo, più che mai monolitico, più che mai rappresentativo dell’universalità di tutte le identità attive nel lavoro. Resta, però, il disagio di chi improvvisamente scopre di valere l’incertezza di un asterisco: è il caso di un amico, iscritto alla Cgil di Forlì e ieri destinatario di un’e-mail con allegato volantino per lo sciopero generale del prossimo 16 dicembre, e-mail nella quale vede appellarsi come “Car* compagn*”.

Mi ha girato la cosa, telefonandomi sorpreso e amareggiato: – Ti rendi conto, anni di iscrizione, scioperi e scazzi sindacali e mi ritrovo ristretto dentro un asterisco! Così mia moglie e tu lo sai quanto si sia battuta per le donne. Vale la pena quest’asterisco? Una conquista sindacale? Ma vadano in malora, “pataca”!

email sciopero Cgil
Che dire, è il mondo arcobaleno che avanza e con la sua lobby impone nella politica, nella società, nella cultura la propria visione ondivaga di genere e conseguenti comportamenti.
A quando un President* della Repubblica leggiadramente variopint*? Nella Cgil non è più tempo di “zoccolo duro dei lavoratori”, ora è solo tempo di comode ciabattine, adatte a piedi di qualunque genere.

Franco D’Emilio

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69enne di origini liguri ma forlivese d'adozione, funzionario scientifico del ministero per i Beni culturali per più di trent'anni. Ha scritto insieme a Paolo Poponessi il libro "La terra del duce. L'era fascista nella Romagna forlivese 1922-1940" e con Giancarlo Gatta il volume "Predappio al tempo del duce. Il fascismo nella collezione fotografica Franco Nanni".