Arco Rialto

È cosa nota che tanti hanno scritto su questo antico manufatto (l’arco). Noi vogliamo arricchire tutto questo con qualcosa di nuovo mai apparso e quindi inedito. Questa grande lapide che era posta sull’arco sotto il busto del Cardinale Merlini (Forlì 1690-Roma 1762), misura 2 metri e 21 cm x 1 metro di altezza. Lo spessore di circa 9/10 cm. Dico misura e non misurava, perché esiste ancora. Come il busto del cardinale è in Pinacoteca.
La scritta in latino recita:

CLEMENTI XIII PONT OPT MAX
QUOD LUDOVICUM MERLINUM PATRICIUM FOROLIVISIENSEM
PIETATE DOCTRINA
GRAVISSIMISQUE PRAECLARE IMPLETIS MUNERIBUS EXIMIUM VIRUM
SACRA PURPURA DONAVERIT
SPQF P
ANNO MDCCLIX
La sua traduzione dice:
A CLEMENTE XIII PONT. OPT. MAX.
POICHE’ DONO’ LA SACRA PORPORA A LUDOVICO MERLINI
PATRIZIO FORLIVESE E UOMO EGREGIO CHE CON DEVOZIONE E INSEGNAMENTO
AMMIREVOLMENTE HA ASSOLTO IMPORTANTISSIMI INCARICHI
SPQF P. (pose)
ANNO 1759

Tanti hanno decritto l’arco con dovizia di particolari, noi invece che non vogliamo ripetere né nomi di architetti, scultori, né date, proponiamo la descrizione dello stesso da parte di un vero testimone oculare del tempo e che pertanto ha una perfetta conoscenza dell’Arco.
Il nostro personaggio è l’architetto Giacomo Santarelli (Forlì 1786-Forlì 1859) che noi abbiamo riportato alla conoscenza di molti forlivesi (speriamo!) con i suoi disegni, le sue idee che hanno arricchito quello che abbiamo scritto di lui e non solo. Anche in questo caso il suo ruolo è particolare: è l’Arch.e/o Ingegnere Comunale incaricato della demolizione dell’Arco. L’anno è il 1824 che è importante per Forlì, perché oltre all’eliminazione dell’Arco, si costruisce il gioco del pallone con bracciale e il rifacimento del palazzo della Legazione (leggi Palazzo Comunale).

Tutto sotto la sovrintendenza del cardinale napoletano Stanislao Sanseverino (1764-1826), nominato Legato da Pio VII. La sua personale esperienza lo rese grande conoscitore della pubblica amministrazione. Non solo, per la nobile e colta educazione ricevuta amava gli studi ed il lusso. Così quando giunse a Forlì vedendo la semplicità della città e la modestia del palazzo della Legazione Apostolica con l’aggravante di problemi di staticità, decise di ristrutturarlo e rimodernarlo per renderlo adeguato al suo rango. La facciata fu unificata in un unico grande prospetto di stile neoclassico sovrastato da tre grandi stemmi, quello centrale di Papa Leone XII e quelli laterali dei cardinali Sanseverino e Rivarola.

Il portico, oggi, è a pilastri che nascondono le vecchie colonne le quali simmetricamente corrispondevano ai capitelli a goccia (ben 18) addossati ancora oggi al palazzo, su cui sono scolpiti vari stemmi fra i quali quelli dei Manfredi (n° 11), Rangoni (n° 12) e Ordelaffi (n° 13), cominciando la numerazione dalla parte destra del portico.
È in quest’anno il 1824, e precisamente il 20 agosto, che Giacomo Santarelli scrive al Governo Pontificio: (Queste le sue parole):
Relazione e perizia per la demolizione dell’Arco situato in questa Piazza Maggiore presso gli angoli del Pub.co Palazzo e la casa del Sig. Stefano Francia (non il palazzo del podestà!).
Consiste questo in due muri distanti…m.1,50 alti m. 13 ornati da mezze colonne, pilastri e cornici, uniti assieme mediante un volto sovraposto all’arco sotto del quale attraversa la Postale Emilia. Ai fianchi dell’arco vi esistono fra i muri due vani ad uso di Botteghe…. Nella facciata che guarda alla Piazza ci esiste un busto rappresentante il cardinal Merlini, con sotto lapide di sasso e nella facciata opposta un basso rilievo della B.V. del Fuoco parimenti con lapide.

Ad effettuare quindi la demolizione dell’Arco sudd.to occorre la seguente spesa: segue un lungo elenco dei lavori da eseguire… per levare il basso rilievo rappresentante la B.V. del Fuoco, non che il busto del Cardinal Martini e le due iscrizioni in marmo. Trasportando il tutto nella Sala maggiore del pub.co Palazzo… nel centro della Piazza, scielta del materiale,e riduzione del medesimo in ammassi regolari… trasporto di rottami e calcinacci fuori dalla città. Importo totale della demolizione… Scudi 26,95.
È doveroso ricordare che in questi anni si procede alla costruzione fuori da Porta Pia del campo per il gioco del pallone col bracciale (vedi Gabriele Zelli). Nel successivo documento, datato 14 marzo 1825, firmato dal Cardinale Sanseverino e indirizzato a Santarelli, leggiamo:
…Replicando al di lei rapporto… autorizzo S.V. Ill.ma a servirsi per l’alzamento del muro di cinta al Gioco del Pallone de’ materiali provenienti dalla demolizione dell’Arco del Rialto. Con distinta stima…card. Sanseverino.
Non voglio ripetere quanto è già stato scritto, ma chiaramente una demolizione è sempre cosa importante e i motivi che la impongono pure.
In quel punto esiste ancora oggi una strettoia anche senza Arco. Figuriamoci in quei tempi, anche se il traffico non doveva essere gran che. Ugualmente il passaggio di carri e carrozze (forse) doveva risultare assai difficoltoso perché come abbiamo letto nella descrizione di Santarelli i due muri erano distanti m.1,5. Quindi un senso unico alternato per tutti i mezzi ma….con le misure adeguate!

Non solo problemi di circolazione, ma il rifacimento del Palazzo della Legazione imponeva anche da un punto di vista estetico un rinnovamento di tutto quello che lo circondava.
Sempre consultando i documenti rinvenuti nell’ASFO mi sembra interessante anche questa notizia che pur non essendo del periodo interessato, ma posteriore, rappresenta molto bene quelli che dovevano essere i problemi prima e dopo l’arco.
Il 14 agosto 1894, il Comandante delle Guardie scrive al Regio Commissario di Forlì: … ieri mattina verso le ore 9 mentre un colono di S. Pietro in Trento, passava imprudentemente dal Rialto a Piazza V. Emanuele con carro tirato da due buoi di fronte al loggiato dei Signori e bottega del barbiere Frasinetti, uno dei detti buoi alla vista della moltitudine di gente… s’imbizzarrì al punto che vi fu un momento di generale spavento. Il colono aiutato da parecchie persone riuscì alla meglio ad assicurare il bue inferocito. Ciò posto e considerato che nei giorni di mercato il luogo… è molto frequentato, stimarci opportuno… nelle ore di maggior affluenza di persone dei giorni di mercato, di chiudere ai veicoli gli sbocchi delle strade con sbarre mobili… Dev.mo Il Comandante le Guardie.

Anche oggi, pur esistendo l’isola pedonale, il passaggio in questo punto dei tram, anche se piccoli, incontra qualche difficoltà.
Leggendo tutto questo siamo venuti a conoscenza di fatti mai apparsi su quanto è stato scritto sul famoso Arco, che, purtroppo, è finito… nel pallone!
In conclusione possiamo dire che la sua demolizione ha portato un beneficio al gioco con il bracciale, ma cent’anni dopo (più o meno) ambedue sono finiti in qualche anonima discarica (ahimè). Così finisce la gloria di qualche fuggevole momento o monumento che dir si voglia.

Agostino Bernucci