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Il testo della petizione promossa dal Comitato Civico SS67 per chiedere l’ammodernamento della Strada Statale 67 nel tratto Forlì-Firenze, tra cui la parte rimasta più arretrata da Dovadola al Passo del Muraglione, è stato consegnato nelle mani del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Ad incontrarlo nella serata di lunedì 8 novembre, a latere di un evento della Round Table Faenza, è stato Vincenzo Bongiorno, uno dei coordinatori del Comitato.

Grazie al presidente Bonaccini – afferma Bongiornoper l’attenzione e la cordialità con le quali ha ascoltato la nostra richiesta di inserire il tratto appenninico romagnolo della Strada Statale 67 tra le priorità nella programmazione regionale degli interventi sulla viabilità. Ho detto al Presidente che dopo aver raccolto un buon numero di firme, gli scriveremo per chiedere un incontro in Regione, così come abbiamo fatto nell’impegno per il mantenimento a Rocca del Distaccamento della Polizia Stradale, ricevendo sempre risposta da parte sua”.

E in quella mobilitazione l’incontro a Bologna nel Palazzo della Regione vi fu, con i tre coordinatori del Comitato, oltre a Bongiorno, Alessandro Ferrini e Riccardo Ragazzini, ricevuti il 6 ottobre 2020 dal sottosegretario alla Presidenza, Davide Baruffi, dall’assessore alla Montagna, Barbara Lori, e dai consiglieri regionali Massimo Bulbi (Pd) e Massimiliano Pompignoli (Lega). Tornando alla richiesta di ammodernamento della SS67 nel tratto appenninico, sulla raccolta firme cominciata sabato 6 novembre, Bongiorno, Ferrini e Ragazzini osservano: “Ci sono arrivate molte manifestazioni di apprezzamento da parte della gente per questa iniziativa. In molti stanno firmando e diversi si sono resi disponibili anche per raccogliere firme tra amici, colleghi di lavoro e conoscenti. Questo dimostra quanto sia sentito il tema, che riguarda una problematica reale che da decenni attende di essere affrontata. Nelle prossime settimane organizzeremo anche banchetti per raccogliere sottoscrizioni”.
Inoltre, per chi volesse autonomamente raccogliere firme, per ricevere l’apposito modulo può scrivere alla mail: comitatocivicoss67@gmail.com Poi sempre via mail ci si accorderà per la consegna delle sottoscrizioni raccolte.

Il consigliere regionale della Lega Massimiliano Pompignoli nelle stesse ore annuncia però una notizia negativa al riguardo. “Traffico insufficiente e nessuna possibilità di integrare la convenzione esistente tra Regione ed Anas e, dunque, di stanziare ulteriore risorse per la messa in sicurezza del tratto di valico appenninico della SS 67 Forlì-Firenze“. È questa, in estrema sintesi, la risposta fornita dal sottosegretario alla Presidenza Davide Baruffi all’interrogazione con carattere d’urgenza depositata e discussa questa mattina in assemblea legislativa dal consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli.

Nel testo si chiedeva “se fosse intenzione della giunta Bonaccini di accogliere le richieste avanzate dal Comitato Civico SS67, dai Sindaci della Vallata del Montone e dalle associazioni di categoria del territorio circa la necessità di inserire nella convenzione sottoscritta tra Regione Emilia-Romagna ed Anas anche l’ammodernamento e la messa in sicurezza del tratto di valico appenninico della SS 67 Forlì-Firenze (ambito di Dovadola, Rocca San Casciano e Portico di Romagna), valutando la possibilità di ulteriori stanziamenti regionali.”

Dalla Regione è arrivato un secco No, a cui è subito seguita la replica di Pompignoli.
È inutile promuovere il turismo e la residenzialità delle aree interne e quella dei borghi montani se non si dotano queste zone di infrastrutture adeguate e sicure. È una presa in giro per tutti, residenti, turisti e imprenditori. Dire che le valutazioni di traffico effettuate non consentono di ritenere prioritari interventi di messa in sicurezza e ammodernamento su questa porzione della SS67 è davvero improprio, inopportuno e pericoloso e denota una scarsa conoscenza dei territori da parte di chi amministra questa Regione. Dopo la chiusura della Polstrada di Rocca, questo è l’ennesimo schiaffo ai Comuni di vallata e ai loro sindaci, allineati al di là delle appartenenze di partito nella campagna di valorizzazione, tutela e messa in sicurezza dei propri ambiti. Decisioni come questa ne declassano ulteriormente l’importanza e la strategicità”.