Comitato-No-Megastore-Forli

«A ridosso della importante scadenza del 31 dicembre, facciamo qualche preoccupazione su alcuni dei 14 punti trattati nel documento “Manifestazione di interesse pubblico per edificare in città”, di prossima discussione e di ancora più prossima e vicina concretizzazione. Sia chiaro, non siamo contro a qualsivoglia tipo di progetto, la crescita di una città non può arrestarsi, così come anche lo sviluppo occupazionale, ma non si può più essere felici per il solo fatto che si andrà a creare una nuova area industriale, un nuovo centro commerciale o un nuovo supermercato, non lo si può più essere perché serve una lucida logica in equilibrio tra ecosostenibilità, distribuzione territoriale ed effettiva capacità di assorbimento della proiezione commerciale che si intende destinare a quell’ipotetica area» si legge in una nota del Comitato No Megastore Forlì.

Per cui è ovvio chiedere qualche chiarimento alla nostra Amministrazione soprattutto in merito a tre di quei quattordici punti del documento sopracitato che oggi lunedì 11 ottobre avrà un primo iter di approvazione. Ad esempio – continua la nota – parliamo di quella che sarà la zona inerente il polo ospedaliero, attualmente suddivisa in quattro comparti e che, a seguito di una eventuale approvazione da parte della Provincia potrebbe veder occupata in una prossima progettazione una zona ampia fino a 2.500 mq all’interno dei quali potrebbero esserci anche destinazioni che non escludono l’ambito commerciale, eventualmente traducibili in terziarie o anche strutture per anziani, insomma, di ogni. Altro esempio, arriviamo nella zona Marco Polo, parliamo di Via Vivaldi, area centralissima, anche questa come la precedente, particolarmente trafficata, che parrebbe essere interessata a ben due aree da 2.500 mq oltre che da una da 1.500 mq ad uso alimentare, anche qui non si è attualmente in possesso di alcun progetto, nessuna informazione chiara“.

Terzo esempio, quello più nebuloso di tutti, parliamo di Villa Selva dove verrebbe ad essere coinvolta un’area di ben 230.000 mq, ma anche in questo caso, senza che vi sia una progettazione o un indirizzo contenente requisiti adattivi resi idonei dalle caratteristiche della stessa area. Sentiamo l’Amministrazione e il vicesindaco in primis che continuano ad utilizzare costantemente il condizionale, ma il potremmo o il dovremmo, per quanto grammaticalmente amici delle situazioni poco chiare, rischiano di creare danni ulteriori ad una città che merita chiarezza e lucidità programmatica, dove l’interesse pubblico non deve in nessun caso essere mai messo in secondo piano. Ci chiediamo inoltre se a fronte di quelle che saranno le nuove progettazioni si intenderà andare ad ascoltare anche quelli che saranno i prossimi Comitati di Quartiere (saremmo curiosi di sapere anche quanto i precedenti lo siano stati in passato proprio in merito a queste progettazioni), passaggio a parer nostro obbligatorio perchè nessuno sa cosa è meglio per una data zona, più degli stessi residenti che la vivono quotidianamente” conclude la nota del Comitato No Megastore Forlì.

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