Scusate il disturbo

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La superficialità con cui stamattina sul Resto del Carlino il presidente provinciale di Legambiente di Forlì-Cesena ha affrontato il tema delle acque di balneazione, è sintomatico di quanto a volte i tutori dell’ambiente per antonomasia, spesso intraprendano le loro battaglie facendo attenzione però a non disturbare la politica. Francesco Occhipinti (nella foto) nell’articolo conferma l’ottimo andamento generale delle acque di balneazione romagnole, e lo fa con questa motivazione: “grazie alla siccità”. Lo fa raccontando certamente una verità ma superficiale, mascherando così alcune delle cause dell’inquinamento del mare riconducibili all’attività politico amministrativa. È quindi certamente vero che la maggior trasparenza delle acque ed il minor inquinamento è stato determinato dalla mancanza di piogge, ma tralasciare i liquami che gli scolmatori fognari strutturali sversano in mare attraverso le piogge significa non disturbare.

E questo perché la fognatura è quasi ovunque unica e non sdoppiata, quindi la responsabilità degli sversamenti diventa di natura prettamente politica e non meteorologica. È lo scolmatore fognario il problema, oltre al dilavamento dei terreni agricoli, e anche se con la siccità non sversa nei fiumi, il problema rimane. La separazione nella rete fognaria delle acque piovane da quelle nere fa capo alla politica che dovrebbe, come sta avvenendo per esempio a rimini, sdoppiare la fognatura di fatto obsoleta quasi ovunque. Occhipinti, nella sua analisi tout court, dimentica pure che se anche incappassimo in una stagione estiva piovosa, le criticità potrebbero non essere comunque rilevate da Arpae, visto che le analisi sono stabilite ad inizio stagione a date fisse e il caso potrebbe farle cadere lontano dai giorni di pioggia. Ciononostante, gli scolmatori si aprirebbero lo stesso e i liquami fognari finirebbero in mare senza essere rilevati.

Fatto che infatti accade soprattutto in inverno, quando piove di più e le acque di balneazione essendo chiuse, non vengono mai monitorata. Fatti documentali che dimostrano che il pregiudizio ambientale per l’eco sistema marino resta rilevante e non dipende dal meteo ma dall’uomo e la sua politica amministrativa, ma meglio non disturbare. Ma non è finita, Occhipinti conferma che le acque della foce del fiume Rubicone “sono nella norma e non ci sono problemi particolari” ma questo non è totalmente vero: a monte della foce sono presenti strutturalmente decine di scolmatori fognari della città di Savignano sul Rubicone e due del comune di Gatteo, uno di essi tra l’altro è a 200 metri dal mare. E questi, dal punto di vista ambientale, sono problemi particolari. A ciò si aggiunge un altro fatto che ridimensiona tale legittima opinione fondata sulle analisi mensili di Arpae entro la norma, un fatto che dimostra quanto resti invece critico per l’ecosistema marino e per la salute pubblica il fiume Rubicone.

Mi riferisco alla chiusura permanente della balneazione per motivi igienico sanitari delle acque marine ai lati della foce da parte dei carabinieri del corpo forestale dello stato avvenuta poche settimane fa. Interdette alla balneazione le acque su un fronte di diverse decine di metri, sia a Gatteo Mare che a Savignano Mare. In quest’ultimo caso però il presidente provinciale di Legambiente è incolpevole, quella che di fatto è una notizia di rilevanza economica, sociale e politica, non è stata ancora data. Meglio non disturbare.