Ristorante Il Cedro a Moggiona di Poppi

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Ristorante Il Cedro
Via di Camaldoli, 20 Moggiona di Poppi (AR)
Recapiti tel. 0577/556080
Giorno di chiusura: domenica sera e lunedì; in inverno: domenica sera, lunedì, martedì, mercoledì.
Orario di esercizio: pranzo/cena come da giorni di apertura.
Richiesta la prenotazione. Sala invernale piccola.
Accetta tutte le Carte di Credito tranne American Express.
Parcheggio: antistante, gratuito, anche in ombra.
Locale climatizzato. Sale all’aperto: ha una piccola veranda.
Come arrivare, itinerario consigliato: Il Ristorante Cedro è a 5 km da Camaldoli, alternativa ai posti turistici che troverai sul paesino dei Monaci. Dalla Romagna farai la E45 ed esci a Bagno di Romagna, quindi la deviazione per la tortuosa SS dei Mandrioli, dopo Badia Prataglia prosegui per Camaldoli e devia per il paesino montano di Moggiona. Se invece passi dalla Calla, il valico che porta in Campigna, scendi a Stia e risali arrivando a Moggiona. Consiglio il giro turistico dai Monaci Camaldolesi dopo pranzo come liberatoria passeggiata digestiva.

Ristorante Il Cedro, storico locale aperto nel 1966, citato nel 1970 sulla Guida dei Ristoranti di Veronelli. Lo trovi a Moggiona un paesino di 60 persone, risorsa unica è il turismo, i proprietari han pure un negozietto di alimentari; la Trattoria è delle sorelle Mariangela e Cristina Tassini, che hanno ereditato l’attività 15 anni fa dai genitori; loro filosofia è quella della cucina di una volta, non moderna, la cucina di un tempo semplice e casalinga, il mio must. Locale retrò ben tenuto e pulito, sedie e tavoli della nonna ma con tovaglia e tovaglioli di carta, un usa-e-getta moderno che colpisce; il bagno, assai antico, forse usato dai monaci fine ‘800, è pulito, ordinato, col pedale del rubinetto dell’acqua del lavabo, divertente da usare, sapone lavamani con spezie boschive che ritroverai nello Spaccio dai Frati Camaldolesi, carta asciugamani a volontà.

Il Ristorante Il Cedro è piccolo con pochi coperti; un bel balcone con vista boschiva mozzafiato, piccola veranda esterna per i più fortunati a prenotare. La cucina, cosa che ci interessa, è, lo ripeto, “quella di una volta”, frase riecheggiante ed aleatoria su posti turistici, ma qui lo è sul serio, cose semplici di una volta come leccornie di montagna, funghi e tartufi, secondo stagione e per etica rifiutano il congelato che trovi tutto l’anno in posti anonimi tuttofare; proposte anche per celiaci, verdure dell’orto, fagioli bianchi lessati sui contorni, sembra d’essere a Firenze, “Da Zazà” ma indietro di 50 anni e non oggi, assalita da turisti manualisti e da molte troupe televisive!

Polenta, tagliatelle, tagliolini, tutto coi funghi, tortelli di patate, mi spiegano essere figli del territorio casentinese, quindi patate di montagna; una leccornia da semplicità disarmante; l’Acquacotta fatta col pane vecchio ed i secondi, tutti della cucina di casa.
Coniglio, faraona, capriolo, cinghiale, agnello (anche fritto), pollo alla griglia tanto acclamato sui film Usa, Far West, e l’immancabile “Bistecca di Vitella”, il pane fatto in casa. Insomma il Ristorante il Cedro è un posto che sarebbe piaciuto a Bud Spencer ma coi fagioli bianchi e non scuri, cui potrai fare riferimento per i tuoi passaggi in zona. Presente su tante Guide inclusa la gommista francese. Il Ristorante il Cedro è nel “Parco Nazionale Foreste Casentinesi” ed è anche nel “Centro Vacanze Europee Turismo Sostenibile”, per cui si utilizzeranno prodotti reperibili del solo Parco e per stagionalità, una bella filosofia etica e culturale. 

Dimensione del locale; Servizi Igienici/Cucine: locale storico rimasto ai tempi dei genitori delle due sorelle, arredo retrò ma ben pulito, tutto vintage rimasto come ai tempi della nonna; sala con balcone su panorama mozzafiato; i bagni son quelli della nonna, ma pulitissimi, acqua del lavandino con rubinetto “a pedale” fortissimo ed igienico, lavamani e carta per asciugarsi. Ricordo che questo locale benchè anticheggiante, è sulla blasonata guida Michelin.

Target del locale $$$: medio, prezzi onesti.

Cucina paesana e campagnola, quella del giorno.
Direzione, chef: Mariangela Tassini.

Descrizione Menù:
Antipasti: antipasto Toscano ed il gran misto della casa.
Primi piatti: Penne senza glutine al sugo rosso di funghi misti porcini, voto 8. Tagliolini con stesso condimento, voto 9 (insolito sugo rosso coi sacri funghetti misti: porcini, prugnoli, gallinacci, buona e golosa soluzione). Tortelli di patate di montagna, voto 8, Tortelli patate e baccalà, da assaggiare, merita. Polenta coi funghi; Acquacotta, tipico casentinese: pane raffermo, olio, verdure: vera cucina di una volta, devi assaggiare. Tagliatelle con farina di castagne al sugo di maiale, cipolla, latte e peperoncino, solo in inverno, must.

Secondi piatti: Cervo brasato al vino rosso con ginepro ed alloro, voto 9,5; Faraona al Marsala; Pappardelle alla lepre; Agnello fritto; Arista di maiale; Cinghiale in umido; Capriolo al vino bianco, voto 10 (la filosofia del fungo è “No congelato”: se c’è bene, sennò niente. Diversamente dai posti del fungo-annuale). Polenta col sugo di maiale.
Contorni: funghi fritti, un must, non mancare, voto 10. Bietole dell’orto cotte, semplicemente stupende, sapori semplici, rari, voto 9,5. Cavolo cappuccio saltato in padella con carote, buonissimo, voto 9,5.

Nel Cestino: Pane toscano insipido, voto 9 (ricordo la vallata del Bidente e del pane buono di una volta, insipido).
I dolci: segnalo latte alla portoghese, cotto a bagnomaria nel forno per 4 ore, voto 9,5 (piacevole disquisizione sull’Artusi su questo dolce, il Crème Caramel ed il Lattaiolo, tutti dolci a base di uova latte e zucchero ma cambiano i dosaggi ed il tipo di cottura, questo dolce va nel forno come descritto). Mascarpone e torte della Casa a completamento dolci.

La carta dei Vini: vino sfuso della Casa, bevibile, un Rosso Toscano di pronta beva, voto 7,5. Piccola scelta di etichette, in particolare rossi, anche pregevoli.
– Olio sale aceto: standard.
Caffè; Infiammabili: caffè discreto; “Infiammabili” da trattoria, standard.
E l’acqua: Acqua in bottiglia Recoaro da 0,75.

Piatti consigliati: Cucina del giorno.
Miniere gastronomiche”: Fiori di Acacia fritti; Tortello di Patate.
Non fa il Pranzo Lavoro.

Verdetto finale: La Location esterna 8,5; il locale 6,5; Servizio 7,5; Voto globale sul menù 8-10; il conto: 7,5.

“Sulla Porta”. Il locale vanta le Placche delle seguenti Guide:
4live.it
www.viaemiliaristoranti.it
Placche sulla porta: Michelin; Paolo Massobrio; Bell Italia; Veronelli, dal 1985 al 1990; Chef; La Gola.

Puoi anche provare:
Mater – Moggiona; La Vite a Socia (AR); Nonna Caterina a Lonnano (AR).

Cosa c’è da vedere in zona: percorso didattico per bambini “Il Lupo” a Moggiona. Il Percorso del Crinale dove passava la Linea Gotica, fortificazioni della Seconda Guerra Mondiale. Castello di Poppi; Pieve Romana; Pieve a Socana ed ex area etrusca; Monasteri di Camaldoli e La Verna, stupendi. Stia, piazza Tanucci, i tessuti casentini; I boschi del Casentino, con i cervi in amore giusto in settembre! La Riserva naturale Integrale di Sasso Fratino patrimonio Unesco dell’Umanità (non è possibile accedervi). La Verna a pochi km, sacralità di San Francesco, bellissimo.
In definitiva: Merita una visita mangereccia, a seguire visita votiva dai frati.

Gigi Arpinati

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Sono un 64enne con 42 anni di attività professionale sulle spalle. Per divertimento mi avvicinai alla cucina, poi un magnete mi attirò verso la passione sui Ristoranti. Il caso volle che divenni un segnalatore per la guida di Veronelli, "I Ristoranti di Veronelli". La mia vita professionale mi ha portato a girare Italia e Francia. Sono un curioso che ha sete di notizie. Riservato ed anonimo, sempre!