Presentazione del libro “I luoghi di Paolo e Francesca nel Forlivese” di Viroli e Zelli

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Sabato 4 settembre, alle ore 16,30, in un’area interna del Castello di Cusercoli, in via San Biagio 37 a Cusercoli, verrà presentato il libro “I luoghi di Paolo e Francesca nel Forlivese. Polenta di Dante, Giaggiolo, Castelnuovo, Cusercoli“, di Marco Viroli e Gabriele Zelli, fotografie di Tiziana Catani e Dervis Castellucci, (Edit Sapim, 2021).
Insieme agli autori interverranno Claudio Milandri sindaco di Civitella di Romagna, e Alberto Capacci presidente della Pro Loco Chiusa d’Ercole. Al termine della presentazione si svolgerà una visita guidata all’antica fortificazione a cura della Pro Loco. Ai partecipanti sarà consegnata in omaggio copia della pubblicazione. Accesso libero nel rispetto della normativa vigente anticovid. Non occorre prenotare. Per informazioni gabriele.zelli@gmail.com.

Pensato e realizzato in occasione del 700° anniversario della morte del Sommo Poeta, il progetto degli itinerari danteschi nel Forlivese è articolato in tre parti distinte e integrate al tempo stesso che vanno a ripercorrere il percorso di Dante Alighieri esule nel Forlivese: “Itinerario dantesco nella valle dell’Acquacheta”, “Sulle tracce di dante a Forlì” e “I luoghi di Paolo e Francesca nel Forlivese”.
I tre itinerari sono stati concepiti e realizzati nella piena convinzione da parte degli autori che Forlì e i suoi dintorni siano da ritenersi luoghi danteschi a pieno titolo. Non a caso il Sommo Poeta ha inserito nella sua opera diverse citazioni riguardanti Forlì e i suo territorio.
Dante Alighieri è considerato il padre della lingua Italiana e la Divina Commedia è universalmente ritenuta la più grande opera letteraria scritta da un italiano, nonché uno tra i maggiori capolavori della letteratura mondiale. Con due sentenze successive, 27 gennaio e 10 marzo 1302, il poeta fiorentino venne condannato al rogo e alla distruzione delle sue proprietà. Da quel momento in poi non poté più rivedere la sua città natale. Dante fuggiasco trovò rifugio in un primo momento ad Arezzo, poi attraverso la foresta Casentinese, valicò l’Appennino Tosco-Romagnolo e giunse a San Benedetto in Alpe quindi, scendendo la Valle dell’Acquacheta/Montone, giunse a Forlì.
La nostra terra ha grandi potenzialità turistiche ancora non del tutto sfruttate. Con questo lavoro, approfondendo le tematiche legate al passaggio di Dante nel Forlivese, gli autori intendono creare suggestioni e rimandi storico-culturali da mettere poi a sistema, perché possano essere utili per la creazione di percorsi turistici nel Forlivese legati alla figura del grande poeta fiorentino.
A impreziosire la narrazione dei tre itinerari contribuiscono gli splendidi scatti fotografici di Dervis Castellucci e Tiziana Catani.

I luoghi di Paolo e Francesca nel Forlivese. Polenta di Dante, Giaggiolo, Castelnuovo, Cusercoli

Uno dei più famosi e celebrati dell’intera Divina Commedia di Dante Alighieri è certamente il canto V, in cui viene descritta la tragica vicenda di Francesca da Polenta e Paolo Malatesta, entrambi puniti fra i lussuriosi nel secondo cerchio dell’Inferno.
Da sempre ci si interroga su quale sia stata la località in cui avvenne di fatto il delitto. Gradara ha fatto propria l’ambientazione del duplice omicidio, tuttavia nel comprensorio forlivese tre sono i luoghi che, considerando origini e provenienze dei protagonisti, potrebbero aver fatto da scenario al fatto di sangue: la Rocca di Polenta da cui proveniva la famiglia di Francesca e di cui restano sparute tracce, la Rocca di Giaggiolo, ora sita nel territorio del Comune di Civitella di Romagna, Castelnuovo di Meldola o il Castello di Cusercoli.

Come si diceva, ancor oggi ci si chiede dove ebbe luogo con precisione l’uccisione dei due amanti. L’interrogativo ha dato vita a molte dispute di carattere storico, nonché campanilistiche. Gli studiosi più accreditati ipotizzano sia stata Rimini la sede più probabile e non escludono che, oltre ai motivi passionali, come si è detto i due fratelli potessero essere in lotta fra loro per motivi di potere all’interno della stessa famiglia e per il possesso della contea di Giaggiolo.
In ogni caso, vista la provenienza dei personaggi coinvolti nella vicenda, non è fuori luogo supporre che, la relazione amorosa tra Paolo e Francesca possa avere avuto inizio tra le mura dei suddetti castelli.
Il terribile fatto di sangue è collocabile temporalmente tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta del ‘200. Com’è noto, la storia d’amore dal tragico epilogo è stata salvata dall’oblio e immortalata da Dante Alighieri nel Canto V dell’Inferno. Sono versi splendidi quelli in cui è Francesca da Polenta a raccontare al Sommo Poeta di come il marito Gianciotto, con l’aiuto di un servitore, sorprese i due cognati nell’intimità e li trafisse entrambi, uccidendoli con un sol colpo di spada. Ciò che era accaduto poteva recare vergogna e disonore a tutta la famiglia e per questo andava tenuto ben nascosto. Per questo, con ogni probabilità, furono distrutti i documenti che ne facevano menzione.