Dovadola

Sabato 25 settembre il Comune di Dovadola offrirà ai suoi cittadini e visitatori una giornata di significativo valore culturale: al mattino, a partire dalle ore 9,00, nella Loggia in piazza Cesare Battisti, un’importante iniziativa commemorativa di Guido Guerra, figlio del conte Marcovaldo di Dovadola, sul filo dei versi della Divina Commedia di Dante, Inferno, vv. 34-39; al pomeriggio, invece, alle ore 15,00 a Palazzo Biscia l’inaugurazione di un interessante, avvincente viaggio nella memoria storica dovadolese con la mostra “Dovadola com’era”, ricca di immagini fotografiche e artistiche dell’ameno paese appenninico.

Dunque, una mattina dantesca ed un pomeriggio di “amarcord”, quest’ultimo relativo ad un tempo a noi più vicino, comunque due momenti uniti dalla consapevolezza quanto la tutela e il richiamo del passato siano essenziali per l’identità culturale, sociale di una comunità, nazionale o locale che essa sia.
La commemorazione dantesca mattutina, fra l’altro “suggellata” da Poste Italiane con l’annullo speciale di un’apposita cartolina postale celebrativa, avrà il suo momento clou alle 9.30 con lo scoprimento nella Loggia in piazza Cesare Battisti della lapide commemorativa del conte Guido Guerra, opera del versatile artista e maestro dovadolese Luigi Foscolo Lombardi. E’ un pregevole lavoro, presto definitivamente collocata a parete, che si aggiungerà ad altre memorie lapidee che nella loggia testimoniano vicende storiche di Dovadola.

Opportuni, quindi, i saluti del sindaco Francesco Tassinari e le parole dell’assessore alla cultura Massimo Falciani a rappresentare la volontà, l’impegno del Municipio di Dovadola per questa duplice iniziativa, di seguito una breve presentazione della manifestazione da parte di Foscolo Lombardi. Sul tema specifico del rapporto tra Dante, Guido Guerra e la Romagna seguiranno due interventi, uno di Franco D’Emilio, alle ore 11,00, su “Guido Guerra, protagonista dantesco”, l’altro di Francesco Minutillo, alle ore 11,30, su “Dante e la Romagna”: si tratta del contributo di due noti operatori culturali, già protagonisti con successo della recente mostra forlivese “La Fortuna di Dante nel Ventennio”.
In caso di maltempo le celebrazioni del mattino si svolgeranno nel vicino Teatro Comunale.
Davvero apprezzabile nella ricorrenza del VII centenario della morte del Sommo Poeta questa partecipazione alle celebrazioni da parte del Comune di Dovadola, piccola, ridente, ma, direi, pur feconda perla del nostro Appennino.

Franco D’Emilio

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69enne di origini liguri ma forlivese d'adozione, funzionario scientifico del ministero per i Beni culturali per più di trent'anni. Ha scritto insieme a Paolo Poponessi il libro "La terra del duce. L'era fascista nella Romagna forlivese 1922-1940" e con Giancarlo Gatta il volume "Predappio al tempo del duce. Il fascismo nella collezione fotografica Franco Nanni".