Irst Irccs

Il ruolo di Irst nello studio dei tumori alla prostata è sempre più riconosciuto a livello mondiale. Lo testimoniano le recentissime pubblicazioni su due tra le più prestigiose riviste scientifiche in ambito medico e oncologico – The Lancet e Lancet Oncology – di un editoriale e di una lettera a commento, nelle quali i professionisti dell’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” – Irst Irccs illustrano i promettenti risultati di nuove opzioni terapeutiche nel carcinoma prostatico.

La correspondence – una nota di risposta ad una precedente pubblicazione – inviata a Lancet è firmata da Ugo De Giorgi direttore della Struttura di Oncologia clinica e sperimentale, Terapie innovative ed alte dosi), dal professore Giovanni Paganelli vicedirettore scientifico, direttore del Dipartimento delle Procedure e Tecnologie avanzate e della Struttura di Medicina Nucleare nonché docente ordinario e direttore della scuola di specializzazione in Medicina nucleare all’Università di Ferrara e dalle dottoresse Vincenza Conteduca (oncologa), Giorgia Gurioli (biologa, Settore Translational del Laboratorio di Bioscienze) e Federica Matteucci (responsabile Medicina Nucleare Diagnostica). L’editoriale pubblicato su Lancet Oncology, invece, è frutto del lavoro del team Irst dedicato ai tumori prostatici ed è a firma Conteduca e De Giorgi.

Entrambi i contributi confermano e traggono valore dagli studi Irst dedicati alle nuove terapie farmacologiche mirate (targeted therapy) e radiometaboliche, portate avanti sul carcinoma prostatico avanzato ormono-resistente ovvero sulle forme neoplastiche verso cui i trattamenti consolidati – quali chemio e ormonoterapia – non sortiscono più effetti. In particolare, riportano i risultati ottenuti dai trattamenti con la molecola 177Lu-PSMA di cui IRST è centro di riferimento internazionale. Si tratta di un approccio sperimentale che in Italia è eseguito in protocollo clinico solo a Meldola e che sta offrendo impatti clinici positivi. Proprio questi promettenti risultati sono stati recentemente oggetto di un altro prestigioso articolo, pubblicato sul British Journal of Cancer. Nell’articolo De Giorgi e Paganelli hanno presentato lo studio di fase 2 sul protocollo clinico con 177Lu-PSMA, con dati citati anche nella correspondence su The Lancet.

Questo tipo di terapia, sulla quale siamo gli unici in Italia ad aver avviato uno studio, speriamo sarà presto disponibile per tutti – precisa Giovanni Paganelli – probabilmente, infatti, già a fine anno ci sarà l’opportunità di poterlo utilizzare più ampiamente in altri centri in Italia. Le pubblicazioni su riviste così prestigiose sono l’ulteriore conferma della bontà delle ricerche che quotidianamente svolgiamo in Irst e che ci permettono di curare i nostri pazienti con trattamenti all’avanguardia, sempre più personalizzati sulle caratteristiche della singola persona”.

Un concetto che rimarca anche Ugo De Giorgi: “Finalmente anche per il cancro alla prostata disponiamo di targeted therapy. Nel nostro incessante lavoro di sviluppo di tali trattamenti, abbiamo identificato biomarcatori in grado di selezionare meglio i pazienti su cui risultano più efficaci così da rendere sempre più appropriate ed efficaci tali terapie. Le terapie biologiche mirate già introdotte con successo da vent’anni per il tumore alla mammella e altre neoplasie, grazie anche a questi studi messi a punto in Irst, vedranno presto la luce anche per tutti i pazienti con tumore alla prostata attraverso l’introduzione di nuovi farmaci biologici e specifici test molecolari, già disponibili nel nostro Istituto”.