Alea Ambiente

Da tempo andiamo denunciando che il Comune di Forlì guidato dalla Giunta Zattini ha abdicato al ruolo di capoluogo ed è sempre più arroccato su posizioni di municipalismo sovranista – affermano Daniele Valbonesi, segretario territoriale, e Maria Teresa Vaccari, segretaria comunale, del PD forlivese.

In occasione del rinnovo del CDA di Alea Ambiente, forte della sua posizione predominante tra i Comuni soci, la Giunta Zattini ha imposto scelte che non sono state condivise neanche con autorevoli esponenti della sua maggioranza, come leggiamo dalle recenti dichiarazioni di Simona Vietina, sindaca di Tredozio e parlamentare eletta per Forza Italia e ora passata a Coraggio Italia” proseguono i segretari Dem.

Ci sembra doveroso ricordare che Alea Ambiente è una società partecipata di 13 Comuni del comprensorio forlivese, che gestisce un prezioso servizio pubblico, come quello della raccolta dei rifiuti e della fornitura di servizi ambientali, e che ha saputo ottenere in poco più di due anni, anche grazie all’impegno dei cittadini, importanti risultati in termini ambientali, gestionali ed economici, con grande anticipo rispetto agli obiettivi indicati dal piano regionale dei rifiuti – osservano dal PD Forlivese -. Interesse primario di Alea Ambiente deve essere il bene della comunità di 180 mila forlivesi, rappresentati dai Sindaci dei Comuni soci”.

In questa ottica, ci saremmo aspettati che, analogamente a quanto fece la Giunta Drei al momento della nomina del primo CDA, l’Amministrazione Comunale di Forlì coinvolgesse la minoranza nell’indicare uno dei due componenti di sua competenza. Così non è stato, ma evidentemente la mancanza di condivisione e la presunzione di autosufficienza è una peculiarità della Giunta Zattini, anche rispetto agli altri Comuni del territorio forlivese”.
In merito al rinnovo del CDA di Alea, intervengono anche i Dem in Consiglio Comunale: “Siamo dell’idea che una società pubblica per erogare un servizio di qualità richieda, anzitutto, capacità e competenza, al di là di etichette politiche di sorta; per questo riteniamo censurabile il metodo ed il merito con cui si è gestito questo importante momento. È da oltre quattro mesi – spiegano i Consiglieri del PD – che va in scena un valzer di nomi tutto interno all’attuale maggioranza che guida la Città di Forlì al punto tale che solo dopo l’invio, in questi giorni, di una lettera alla Giunta Zattini in cui si lamentava il protratto stallo della società e il rischio del danno erariale, ci risulta siano stati indicati i nominativi di spettanza del Comune capoluogo”.

Le recenti dichiarazioni del sindaco di Tredozio, Simona Vietina, ci confermano che ciascuna componente della maggioranza forlivese era più interessata ad avere un proprio rappresentante nel CDA e possibilmente in posizione di rilievo come testimonia il litigio, oramai pubblico, su chi dovesse fare il presidente e chi il vicepresidente; tutto questo mentre i cittadini ricevevano le bollette. Di fronte a questa situazione quello che maggiormente ci preoccupa è che la gestione di una società partecipata di servizio pubblico si trasformi in terreno di conflitto politico su nomi e poltrone, a discapito della qualità e della trasparenza dei servizi offerti che deve guidare chiunque amministri la cosa pubblica” – concludono gli esponenti Dem -. È oramai chiaro, infatti, che la destra locale dopo aver condotto in questo modo il rinnovo del CDA, indicando sia presidente che vicepresidente per risolvere lo stallo politico interno, deve assumersi le proprie responsabilità nella gestione della società, visti i traguardi raggiunti negli ultimi anni grazie all’impegno dei cittadini e considerata la volontà di ampliare e migliorare il servizio”.