Albergo Ristorante del Lago

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Albergo Ristorante del Lago
Località Acquapartita 147 Bagno di Romagna FC
Recapiti tel.: 0543/903406
Giorno di chiusura: lunedì e martedì.
Orario di esercizio: pranzo/cena.
Chiusura per ferie: due settimane a gennaio e due settimane a giugno.
Si può prenotare? Si, impellente.
Come arrivare, itinerario consigliato: devi portarti a Bagno di Romagna utilizzando la superstrada E45, fai attenzione ai cambi di corsia, frequenti: a Bagno proseguire per il lago di Acquapartita, troverai il ristorante sul fondo del lago. Esiste anche una scorciatoia se arrivi da Cesena: esci a Quarto (vedere il lago su diga Enel) e prendi la provinciale, bella stradina da rally, guidabile, ti porterà al Risto direttamente.
Parcheggio: antistante e retrostante.
Locale climatizzato con sale all’aperto.

Albergo Ristorante de Lago ad Acquapartita”, si dice, oggi, Cucina d’Autore”, frase modaiola per quei risto elitari, solo che qui siamo veramente al top della ristorazione, cucina d’alto livello, d’alto bordo per usare un termine marinaresco, che sarà rigida cucina del territorio anche rivisitata: siamo ai vertici della categoria, sii pronto a verificare quello che ti sto scrivendo.
Albergo Ristorante del Lago è, da 50 anni, una famiglia unita e dedita alla buona cucina. Mezzo secolo e non lo dimostra. Il mio interlocutore chiave è stato Andrea Bravaccini, direttore generale, anche di sala, Sommelier e di che livello, giovane, erudito, bibbia sul vino, faccia vispa ed occhi furbetti, un tipo che sa quello che vuole dalla vita essendo metodico, un ambizioso incline al successo, molto modesto direi anche visto il suo stato e il curriculum.

Dall’età di 18 anni Andrea Bravaccini è sul mondo del vino: effettua consulenze in Europa e Italia, su vini e cantine, ma il suo impegno stabile è qui all’Albergo Ristorante del Lago.
Spesso è preso da concorsi, è appena stato a Milano durante la fase del mio pezzo, su un forum organizzato da azienda di Londra, si pone ai vertici del settore.
All’Albergo Ristorante del Lago Andrea segue i vini offerti ai clienti, mi racconta di un centinaio di bottiglie stappate al giorno aperte al momento e offerte, a sua discrezione (a meno che tu non chieda altro) tout-court al cliente, molto bravo a tema, ti descrive velocemente il tutto toccando fiumi, terreni e clima della regione di appartenenza.

Il vino fa il locale, una massima che ho imparato nel 1980 collaborando con lo zio Pippi, socio con Leoni, vini alto livello, “bere poco, bere bene” era la massima del 1980, poi arrivò la crisi del metanolo, voluta dalla richiesta di vini economici, e siamo qua, oggi se vuoi mangiare bene, e bere meglio, devi mettere mano al portafogli, parola del maestro Petrini di Slow Food! Andrea, sebbene di giovane età, spiccata presenza ed inglese fluente, factotum in sala di cui è anche Sommelier e di quale livello: frequenta corsi a iosa, si proietta sul futuro, vuole sapere tutto sul mondo del vino che ama profondamente, magica parola che rende fatato questo duro lavoro, amare è sulla bocca di molti ma bisogna vedere al lato pratico; Andrea al tavolo riuscirà a sorprenderti mentre ti verserà nettare adattato al tuo piatto, su questo è veramente al top, non ne trovi molti a questi livelli.

Anche se lui non ne parla, con modestia, “sa fare da mangiare”, come tutta la famiglia. Lo chef titolato è il fratello di Andrea, Simone Bravaccini, da bambino sentiva la “vocazione alla cucina”, come mi racconterà sua madre Catia Bartolini intervistata dopo Andrea, la titolare dellì’ambaradan, il tutto era dei genitori. Simone segue, solo sulla cucina una decina di sotto-cuochi e chef, non male per un giovane talento come lui; vanta un curriculum invidiabile, scuola di prim’ordine quale è l’Istituto Alberghiero di Forlimpopoli (uno dei migliori d’Italia Ndr); la madre lo raccomanda al grande Maestro Paolo Teverini nel loro capoluogo Bagno di Romagna (si legga nostra intervista recensiva al Ristorante Teverini), Teverini lo porterà spesso in Francia a fare pratica presso mostri sacri della cucina francese e siamo alla corte della migliore “istruzione ristorantifera” del mondo, non ci sono se o ma, quella francese è questa, la madre della buona cucina sopraffina con i vari Auguste Escoffier, che ben si sposa col nostro Pellegrino Artusi. Ecco, l’Albergo Ristorante  del Lago, si sta sfaccettando: credo sia nata una stella.

Dimensione del locale: locale nuovissimo, moderno, bello, funzionale, fine elegante chic: una quarantina i coperti, davvero pochi e ben serviti.

Target del locale $$$: medio-alto, secondo la tua fame e, soprattutto, secondo il bere.
Cucina d’Autore, una frase che aiuta a non capire: Cucina del Territorio anche rivisitata, fine e di alto livello, in grado di soddisfare palati esigenti. Bere? Sei arrivato in Paradiso: il Sommeleir Andrea saprà narrarti tutto sui vini che ti offrirà (uno per ogni piatto, a seconda del desìo, e sempre a sua discrezione) lasciandoti a bocca aperta! Infallibile libro di geografia specie sulla Francia, Andrea saprà spiegarti fiumi e fiumiciattoli che irrorano le vigne, a partire dal grandissimo Rodano, un piacere sentirlo mentre versa.

Direzione, chef: Direttore di Sala: Maestro Sommelier Andrea Bravaccini. 1° chef, sig. Chef, Maestro, Simone Bravaccini; a seguire la mamma Catia Bartolini, più lo staff della cucina, 10 persone. Sei ai vertici: guarda la cucina a vista, sbircia pure, nota la classe.

Descrizione Menù:
Antipasti. Enfatizzo gli stuzzichini di “Benvenuto”, posti d’ufficio nel tuo piatto: delicati, golosi, sbalzi dolce/salato a preparare il tuo palato, segnalo: Sorbetto al Melone con granella ed erbetta cipollina, sbalzo di sapori dolce/salato, fresco del melone, delicato, buonissimo: i voti, gelato-sorbetto, 9,5, erbette 8 (evidenzio il piatto super ghiacciato per presentare questo sorbetto, classe!). Bomba di farro fritto, bignè, chiara di maionese al basilico e copertura di polvere di pomodoro; mini panzanella con zucchina marinata, in aceto, cremoso al latte, tartufo nero estivo, farina di mandorle, fegatini, riduzione aceto balsamico, caprino, buonissimo, vino proposto Borgogna Arricoté 2018. Cambio di vini, arriva uno Chablis francese, favoloso! Pomodoro in diverse consistenze: quattro tipi diversi pomodorini, incredibile. Carpaccio d’anatra susine selvatiche e maionese alle nocciole, voto 9. Gli Antipasti: Carpaccio di cervo, misticanza, frutti rossi e germogli. Uovo di quaglia, crema di melanzane, pomodori arrosto, parmigiano ed estratto al basilico. Flan di spinaci gratinato al forno, erborinato, prosciutto d’oca e mandorle tostate, voto 9+. Carote in diverse consistenze: in crema, marinate, chips servita con salsa Ponzu (salsetta giapponese, tipo soia, Ndr), chips di riso nero ed erba cipollina. Tutti al top. Voto medio degli Assaggini 9,75. Voto medio degli antipasti: circa 10.

Primi piatti. Raviolo doppia farcitura, burrata/faraona alla brace, crema di parmigiano e timo fresco: esecuzione tipo miniatura del compenso posto su due metà del tortello, buonissimo, delicato, tenue, opera d’arte, voto 9+. Arriva in tavola il pane nuovo (appena sfornato, Ndr) e apprezzo questo insolito Pane al Cioccolato fondente, voto 10 e lode! Spaghi cacio, pepe e trota (non usano pesce di mare ma solo di fiume, Ndr) assaggiati alla prima gita: spaghi al dente, forse crudi per chi non capisce la cottura ad hoc, buonissimi delicati saporiti, parata di sapore in bocca, voto 10 e lode. Risotto aglio nero fermentato e frutti di bosco. Ravioli ripieni di coniglio alla brace, salsa royale e briciole di polenta. Ravioli ripieni di carbonara liquida. Ecc. Vecchio menù invernale: Ravioli ripieni di erbette, un classico romagnolo che non può mancare. Voto medio ai primi piatti: 9,25.

Secondi piatti. Agnello alla brace e riduzione del suo fondo: l’ha preso il mio collaboratore, buonissimo, agnello nutrito allo stato brado, top. Voto 9. Filetto di maialino alla brace, crema di scorzanera ed il suo fondo, carne da favola, tenerissima, voto 9. Pancetta di maialino marinata e cotta un giorno (!) su ristretto di mele, pere ed uvetta. Stupendo l’accoppiamento con la frutta, massimo dei voti. Piccione in due cotture: coscio e ali arrosto e petto disossato cotto alla brace: per gli amanti, siamo al top. Lombetto di capriolo alla brace, il suo fondo e mele alla cannella. Voto medio dei secondi: 9.

Contorni: a corredo di ogni piatto. I Formaggi: come in Francia, i formaggi sono usati come chiusura pasto anche in alternativa al dolce: qui troverai il massimo sul tema, e non siamo abituati a tanta bontà: formaggi con tanto “verde”, come i Bleu d’Auvergne! Favolosi.

Nel Cestino: Pane fatto in casa, 4 tipi diversi; grissini, stupendi, lo dico da ex piemontese, trovarli così buoni. Voto al cestino: 10.

I dolci: Brownie cioccolato bianco e pesche, gel di pesche, gelato alle fave di Tonka (Tonka: Dipteryx Adorata, semini essiccati ad uso alimentare ecc.; Ndr) e meringhe mandorle. Millefoglie, mascarpone in spuma, fragole cotte nel moscato asti, lime e liquirizia. Pesce gel sorbetto alle pesche, gelato vaniglia, spugna e crema di nocciole. Dolce estivo: Pere marinate alla camomilla, spuma di yogurt, gelato al miele e rosmarino, meringa alle noci, assaggio, voto 10 e lode.

La carta dei Vini; e dell’acqua. Vini? Siamo in Paradiso, devi vedere la cantina! Acqua Panna da 0,75, gasata abbiamo la San Pellegrino, l’acqua nostrana che ha sbaragliato Perrier in Francia, onore italico.
Olio sale aceto: Siamo al top.
Caffè; infiammabili: evidenzio la piccola pasticceria della Casa: un cremino fondente nocciola/gianduja (goloso, da svenimento), caramella limone e lime, crème brulè basilico. Caffè Hausbrandt, buono.

La Cantina e l’acqua: Cantina con 1600 etichette e 10.000 bottiglie, dal mondo! Top.
Piatti consigliati: antipasti/Entrèe assaggini; primi piatti.
Miniere gastronomiche: i Vini, da favola.

Verdetto finale: la Location esterna 9,5; Il locale interno 10; Servizio 10+; Voto globale sul menù 9-10 e lode del caso; Il Conto: giusto, adeguato al livello.

“Sulla Porta”. Il locale vanta le Placche delle seguenti Guide:
4live.it
www.viaemiliaristoranti.it
Michelin, Espresso, Gambero Rosso, Tipico a Tavola, Ristoranti e Vini d’Italia.
Puoi anche provare. Altri Locali recensiti sul ns. giornale e/o consigliati:
Ristorante Paolo Teverini a Bagno di Romagna, tre livelli di proposte, si legga la nostra recensione. Ristorante “Da Gorini” , San Piero in Bagno, livello top, in lista recensiva, eclettico, per palati sopraffini, come qui al lago!

Cosa c’è da vedere in zona. Molto da vedere: Parco Foreste Casentinesi, stupende. A Bagno di Romagna la Basilica dell’anno 1000 costruita su resti romani, qui troverai quadri rinascimentali. La Robbia e le sue pregiate ceramiche d’arte. Il Comprensorio de La Verna, storia sacra, col Santuario di San Francesco. Caprese Michelangelo. L’Eremo di Camaldoli del XI secolo. Il monte Fumaiolo, Appennino Romagnolo degno di Dante, vedi le Fonti del Tevere sacre alla Patria. Strade di montagna circostanti, spettacolare il Valico dei Mandrioli, se riesci visita il Parco Eolico sui Mandrioli. La diga di Ridracoli, opera mondiale. I laghetti locali: Lago Pontini, Lago Lungo e Acquapartita. Il Valico del Carnaio. La cittadina di Stia (AR).
In definitiva: ideale per buongustai; assoluto per amanti del buon vino; immancabile la sera, romantica.

Gigi Arpinati

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Sono un 64enne con 42 anni di attività professionale sulle spalle. Per divertimento mi avvicinai alla cucina, poi un magnete mi attirò verso la passione sui Ristoranti. Il caso volle che divenni un segnalatore per la guida di Veronelli, "I Ristoranti di Veronelli". La mia vita professionale mi ha portato a girare Italia e Francia. Sono un curioso che ha sete di notizie. Riservato ed anonimo, sempre!