Presentata la XXVIII edizione di Crisalide festival

0

Nato nel 1994 come un luogo di discussione e di azione, il Crisalide festival centrato sulle Arti performative e la filosofia, diretto e organizzato da Masque Teatro, è uno tra i più longevi festival di arti performative contemporanee d’Italia. Nel 2021 giunge alla 28° edizione, un traguardo a cui si affianca quello della compagnia che lo organizza, Masque Teatro nelle persone di Lorenzo Bazzocchi ed Eleonora Sedioli, che quest’anno raggiunge i 30 anni di attività. Crisalide, che ha appena ottenuto il riconoscimento del Ministero della Cultura, in questa edizione ha scelto di modificare la consueta formula settembrina e ampliare il programma, che si snoda lungo tre mesi dal 30 luglio al 17 ottobre portando in scena venti spettacoli.

Si aggiunge poi L’Arena San Domenico di Forlì all’Area Sismica di Ravaldino in Monte e agli spazi del teatro Félix Guattari di Forlì come luoghi di spettacolo. Si parte venerdì 30 luglio, negli spazi all’aperto di Area sismica, con la coreografa e danzatrice Cristina Kristal Rizzo interprete assieme al musicista Enrico Malatesta dello spettacolo Markhor. Questo progetto prodotto da Tir Danza e Mu mette in campo un incontro tra forme autonome di espressione, la danza di Cristina Kristal Rizzo e la materia sonora di Enrico Malatesta.

Venerdì 6 agosto a Forlì Masque teatro presenta l’ultima produzione dal titolo: Dark Tesla. Il nuovo lavoro, con la regia di Lorenzo Bazzocchi, sarà in scena all’Arena San Domenico (ingresso gratuito). Lo spettacolo è reduce dal debutto milanese, nello Spazio Teatro No’hma, dove è stato seguito, oltre che da un pubblico contingentato, anche in streaming. In scena la performer Eleonora Sedioli, Lorenzo Bazzocchi e il contrabbassista Giacomo Piermatti. Ideazione e regia di Lorenzo Bazzocchi, alle macchine Chiara Venturini, animazioni video e tecnica sono di Angelo Generali, l’elettronica di Matteo Gatti.

Il 26 agosto ha inizio la parte centrale del festival – gli spazi sono quelli del teatro Félix Guattari (ex filanda Maiani e sede della compagnia Masque teatro) – con il debutto dello spettacolo “Siamo tutti cannibali” liberamente tratto da Moby Dick di H. Melville. Prodotto da Ravenna Teatro vede al centro della scena Roberto Magnani, anche drammaturgo e regista. Personalissima selezione di brani tratti dal capolavoro letterario di Herman Melville, Moby Dick.

Il 27 agosto è la volta della compagnia genovese Teatro Akropolis che porterà al Teatro Guattari alle 21,00 Pragma. Studio sul mito di Demetra. Nel mito di Demetra, legato alle prime esperienze artistiche che hanno dato origine al coro tragico e al teatro, si intrecciano il tema del gioco e la presenza della morte nei cicli della natura. 

Si procede il 28 agosto con la formazione romana Bluemotion che a Crisalide porta Tiresias da Hold your own (resta te stessa) di Kate Tempest, regia Giorgina Pi con Gabriele Portoghese. Tiresia è il veggente che sa, che conosce ciò che si dovrebbe fare. Fa paura ascoltarlo, il suo corpo conturba, è al di fuori dell’ordine naturale, è un corpo che vive più sessualità, più età in una vita. Quando i suoi occhi smettono di vedere iniziano a leggere il futuro. Tiresia è un’entità che nell’Ade custodisce le risposte, è tramite tra l’umano e il divino.

Il 29 agosto vede due eventi susseguirsi l’uno all’altro: alle ore 18 il coreografo e danzatore Carlo Massari interpreta Anna Cappelli il celebre monologo di Annibale Ruccello. Massari, supportato nella scrittura fisica da Chiara Taviani, affronta la sfida di interpretare per la prima volta en travesti questo poliedrico personaggio, aggiungendo al carattere e alle parole del drammaturgo, una profonda ricerca del e sul movimento. Alle 19,30 segue il concerto di Fabrizio Ottaviucci. Al pianoforte il maestro interpreta alcuni dei brani più noti del grande compositore contemporaneo Giacinto Scelsi.

Si riprende martedì 31 agosto. La serata, a partire dalle 21, si articola in due momenti: dopo la conversazione/concerto del maestro Fabrizio Ottaviucci, Masque Teatro porta in scena Luce con Eleonora Sedioli e la regia di Lorenzo Bazzocchi.
Il primo settembre il festival ospita alle ore 21 il Teatro delle Moire (la compagnia ha sede a Milano) in dialogo con la regista ed attrice Milena Costanzo. Titolo della conversazione «del vivere, del lottare, della dignità, della libertà, del ridere e del piangere». 

Il 2 settembre è la volta della compagnia ravennate Fanny & Alexander che va in scena con I sommersi e i salvati dal progetto “Se questo è Levi”, con Andrea Argentieri – premio UBU 2020 – regia di Luigi De Angelis e drammaturgia di Chiara Lagani. A partire da documenti audio e video delle teche Rai, Andrea Argentieri veste i panni dello scrittore Primo Levi assumendone la voce, le gestualità, le posture, i discorsi in prima persona. L’interprete non legge, fa reagire in sé la voce straniera, la capta dagli auricolari e la restituisce all’istante insieme alle emozioni, alle espressioni dello scrittore.

Il duo Stefano Ricci e Giacomo Piermatti porterà venerdì 3 settembre a Crisalide Spinner – Un atto dal vivo, un viaggio tra musiche catartiche e visioni di altri mondi, dove è necessario perdersi, in una caduta libera all’interno del suono e del disegno, intimamente e segretamente connessi. I Disegni di Stefano Ricci, proiettati su grande schermo, dialogano con le note taglienti del contrabbasso di Giacomo Piermatti. Sempre nella stessa serata, alle ore 22, è di scena la compagnia bolognese Ateliersi con Non stare ferma nel vento, reading poetico e musicale ideato e interpretato dalla attrice e autrice Fiorenza Menni, che porterà in vita le voci di grandi autrici del passato.

Sabato 4 settembre vede ancora due eventi susseguirsi l’uno all’altro. Alle 21 “Punti di ristoro” della giovane e brillante coreografa Stefania Tansini. Alle 22 la chitarrista Alessandra Novaga porta il suo ultimo concerto “I should have been a gardener”, ispirato al regista cinematografico anglosassone Derek Jarman, ai suoi diari, al suo giardino, alla sua vita, alla grande influenza che ha avuto sulla cultura degli anni 80’ e 90’.
Domenica 5 settembre si inizia alle 18,00 con un dialogo filosofico incentrato sulle questioni del presente, tra il giovane studioso Marco Tronconi ed il docente di estetica all’università di Bologna Ubaldo Fadini. Segue alle 19,00 un atto di pensiero condotto da Raimondo Guarino, docente di storia del teatro dell’università di Roma Tre e la giovane studiosa Arianna Mazzotti. Alle 21,00 è la volta della compagnia italo-tedesca Barletti/Waas con una personalissima versione dell’Antigone di Sofocle. 

Sabato 11 settembre alle ore 17,00 la prima delle tre repliche previste di Grand Mother, installazione sonora e plastica della compagnia Opera Bianco. Alle 18,00 prende il via il primo step del progetto Fuorilogos condotto dal filosofo Paolo Vignola e dalla studiosa Sara Baranzoni. Alle 19,30 la seconda replica di Grand Mother. Alle 21,00 il dialogo tra lo studioso di arti visive contemporanee Simone Azzoni e il fotografo di scena Enrico Fedrigoli. Alle 22,00 infine l’ultima replica di Grand Mother.

La giornata di domenica 12 settembre ha la stessa struttura temporale del giorno precedente. Opera Bianco presenta le tre repliche di Grand Mother alle 17,00; 20,30; 22,00. Ad intercalare alle 18,00 il secondo step del progetto Fuorlilogos. Alle 19,00 No Polis il progetto coreografico in cuffia della danzatrice Paola Bianchi. La serata prosegue con un atto di pensiero dello studioso e docente dell’università di bologna Enrico Pitozzi.

Si riprende infine il 10 ottobre con lo spettacolo Metamorfosi di forme mutate del Teatro del Lemming. In scena Alessio Papa, Diana Ferrantini, Fiorella Tommasini, Katia Raguso, Marina Carluccio e Massimo Munaro che cura anche la regia, la drammaturgia e le musiche. Chiudono il festival il 17 ottobre i Motus con lo spettacolo Tutto Brucia di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò.