Dimissioni della presidente pari opportunità: le reazioni e le proposte del centrosinistra

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All’indomani delle dimissioni della presidente della commissione Pari Opportunità, Marinella Portolani, a sei mesi dall’inizio dei lavori dalla Commissione, i consiglieri del Partito Democratico parlano di «occasione persa» perché – spiegano – «la costante esigenza di protagonismo da parte della presidente ha impedito dialogo e confronto tra i membri della Commissione ed i relatori, facendone un proprio personale palcoscenico in cui si è persino dovuto assistere all’autopromozione di alcuni esponenti politici di parte, tra cui l’onorevole Morrone, o peggio a dichiarazioni riprese da comunicati di forze politiche in cui si esprimeva la necessità di “un processo di bonifica” di un specifica religione». Al riguardo il consigliere del PD Matteo Zattoni – membro della Commissione P.O. – rileva come abbia immediatamente chiesto alla presidente di ritirare tali dichiarazioni; rettifica che poi non è mai arrivata, provocando persino le dimissioni del vicepresidente della Commissione.

I DEM segnalano come «sin dal discorso di insediamento la presidente ha preferito attaccare il lavoro di tantissimi tra professionisti, operatori ed associazioni sui temi delle pari opportunità, della condizione femminile e della violenza di genere, affermando con tono pretenzioso che nulla si era fatto prima di lei». La consigliera Loretta Prati ha ricordato, invece, come la «Commissione Pari Opportunità sia stata istituita più di 25 anni fa ai tempi dell’Amministrazione Rusticali e il lavoro delle persone intervenute da allora ad oggi è la prova dell’infondatezza di questi attacchi del tutto gratuiti; il loro impegno merita, invece, pieno rispetto e sostegno».

«Sarebbe, invero, da capire – si chiedono i DEM – in cosa si è tradotto il lavoro della Commissione Pari Opportunità negli ultimi sei mesi se non, in definitiva, nel protagonismo pubblico, a tutti evidente in città, della presidente». Per i DEM le dimissioni della presidente Portolani dimostrano che «anche per la maggioranza che l’ha proposta ed eletta era impossibile proseguire». Ora, i consiglieri PD chiedono «che si riparta con il piede giusto con una nuova presidente in un’ottica di condivisione e confronto sui temi della condizione femminile e delle politiche di genere, collaborando con Provincia e Regione» e lanciano una proposta: «chiederemo alla Commissione di condividere una mozione da adottare in Consiglio Comunale che impegni le farmacie comunali a scontare l’IVA sui prodotti femminili, come gli assorbenti, perché il ciclo non è un lusso e riteniamo sbagliato che vi si applichi l’IVA al 22%».

Si tratta – conclude la nota – di una «battaglia da svolgere a livello nazionale ed europeo ma che già a livello locale ha visto diversi Comuni adottare azioni in merito attraverso le farmacie comunali, si veda l’esempio meritevole del Comune di Firenze».

«Mi sono dimesso dall’incarico di vicepresidente della Commissione Pari Opportunità immediatamente dopo l’infelice affermazione della consigliera di FdI nonché presidente di tale Commissione, Marinella Portolani che chiedeva un “processo di bonifica della religione islamica”. È stato però solo l’ultimo episodio di una gestione personalistica, strumentale ed inadeguata della Commissione stessa. Oggi, dopo le dimissioni dall’incarico della presidente, credo sia giunto il momento di rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro, come già succede nelle altre Commissioni Consiliari, per una gestione che non privilegi i personalismi e le polemiche ma l’ascolto, la condivisione e se possibile il raggiungimento di obiettivi comuni nell’interesse generale. Questo è il mio auspicio e se la direzione sarà questa Italia Viva è pronta a dare il proprio contributo» si legge in una nota del consigliere Marchi di Italia Viva.

«Questa mattina, insieme agli altri gruppi consiliari di centrosinistra (Pd e Italia viva), abbiamo partecipato ad una conferenza stampa per fare il punto sulla situazione della Commissione Pari opportunità dopo il recente annuncio delle dimissioni della sua presidente, consigliera Portolani. A nostro avviso, il cambio della guida della Commissione rappresenta un passaggio decisivo per tentare di invertire una rotta che ha visto questo organismo, nei sei mesi trascorsi dal suo insediamento, rappresentare solo un terreno di polemiche e tensioni, senza che si riuscisse a mettere in piedi un programma di lavoro coerente e condiviso su un tema pur tanto urgente e necessario» si legge in una nota di Forlì&Co.

«Senza voler ripetere concetti già espressi, ciò è avvenuto a causa di una gestione della Commissione non solo autoreferenziale e spesso maldestra, ma improntata all’idea di fondo di trasformare il necessario impegno per la parità di genere in un terreno di scontro ideologico fra le parti, un atteggiamento portato avanti sino al punto di rifiutare il dialogo con istituzioni come la Regione, che pure è un attore fondamentale sul tema anche in forza della legge quadro del 2014, e persino con la fitta rete di associazioni e movimenti femminili, che nei decenni sono stati protagonisti delle più importanti conquiste raggiunte nella nostra città sul tema delle pari opportunità e rappresentano tutt’ora attori fondamentali per nuovi avanzamenti in questo campo. Questa impostazione è stata gravemente sbagliata. L’impegno per superare la società patriarcale e per promuovere una cultura del rispetto non è prerogativa di una sola parte politica, ma dove essere un tema su cui si cerca l’impegno di tutti, anche facendo riferimento all’approccio prescritto da leggi, risoluzioni comunitarie e convenzioni internazionali (ad es. sul tema della violenza contro le donne il testo fondamentale è la convenzione di Istanbul del 2011, che il nostro paese ha ratificato nel 2013)» continua la nota di Forlì&Co.

«Per ottenere risultati è necessario che si sviluppi la massima collaborazione a livello politico e fra le istituzioni e che si valorizzi e promuova, e non invece si ignori o si escluda, il prezioso contributo della società civile e dei movimenti delle donne. Nonostante la difesa ad oltranza del Sindaco e di altri esponenti della maggioranza, un approccio di tale genere ha fatto prima di tutto venire meno la fiducia della collettività forlivese e dei movimenti femminili nei confronti della Presidente e, conseguentemente, della Commissione stessa; le dimissioni dunque hanno rappresentato un passaggio inevitabile perché questo organismo potesse recuperare credibilità agli occhi dell’opinione pubblica. In attesa della nomina della nuova presidenza, che dovrebbe essere l’esito di un percorso di confronto sui contenuti e sulla definizione di un programma, abbiamo infine voluto sottolineare che da parte nostra, stante anche l’importanza della questione (a maggior ragione visto lo spropositato prezzo pagato dalle donne a seguito della crisi e della pandemia), vi è disponibilità a lavorare in maniera costruttiva su temi rilevanti per la vita delle donne come: la difesa e la qualificazione del lavoro femminile; l’organizzazione, il costo e la disponibilità dei servizi per le donne sul territorio; la conciliazione dei tempi di vita e lavoro; la lotta contro ogni forma di violenza e discriminazione. Se la maggioranza intende sviluppare un reale impegno su tali tematiche (invertendo un approccio che, in questi due anni, non si è certo distinto per attenzione alle questioni di genere), incontrerà la nostra massima apertura. Questo ovviamente purché si adotti uno spirito più condiviso e collaborativo, e soprattutto aperto al confronto e teso a valorizzare tutte le occasioni per fare rete e squadra con le variegate istanze della società civile forlivese e con tutte le istituzioni impegnate sul tema» conclude il gruppo consiliare di Forlì e Co.