Cesenatico: la fogna politica

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I problemi di inquinamento fognario che affliggono da sempre l’Italia affondano le loro radici, per lo più, nel passato. Non a caso la Commissione europea ha multato l’Italia perché 237 agglomerati urbani non dispongono di adeguati sistemi di raccolta e trattamento delle acque di scarico. Quella italiana è, infatti, un’obsoleta rete fognaria unica non in grado di sopportare l’over flow dei depuratori in caso di abbondanti piogge. Ecco che quindi, attraverso scolmatori strutturali, i liquami miscelati alla pioggia vengono scaricati spesso nei fiumi o direttamente in mare. Quello però che accade oggi a Villamarina di Cesenatico dimostra che la politica amministrativa persevera nell’arrecare pregiudizio all’ambiente e alla salute pubblica. In questo caso però con un aggravante: la rete fognaria in questione è di recentissima costruzione ed è stata realizzata per un complesso scolastico.

Ma vediamo di analizzare questo scempio politico amministrativo che crea purtroppo più di un problema igienico sanitario. Lo scarico fognario filmato è strutturale, non è quindi abusivo, ed è ubicato nel recente parcheggio adiacente al Polo scolastico di Villamarina, parcheggio i cui tombini della fognatura sono collocati a soli tre metri dal suddetto scarico a cielo aperto. Non è uno scolmatore a pressione e questo non è certo un dettaglio, significa che scarica sempre non solo quando piove. I liquami neri non sono di tale colorazione a causa dell’ossidazione ma perché di tipo fognario.

L’odore nauseabondo, gli innumerevoli insetti presenti e la calura estiva fanno di quel fosso una vera bomba batteriologica. Questo canale colmo di liquami percorre tutto il confine del nuovo Polo scolastico di Villamarina da un lato ed il centro sportivo dall’altro, oltre che un gran numero di abitazioni che confinano con questo canale di scolo. Si perché il canale poi prosegue per tre chilometri fino al Fosso Venarella che a sua volta s’immette nel porto canale di Cesenatico, aggiungendo alle suddette problematiche igienico sanitarie per chi vive o lavora accanto a questa fogna a cielo aperto, quelle causate alla balneazione dall’inquinamento microbiologico, che infatti a volte ha causato la chiusura della balneazione proprio negli specchi d’acqua ai lati del porto canale.

Ma non è finita. Le acque di questo canale vengono usate per l’irrigazione degli orti ma è bene ricordare che trattandosi di liquami provenienti da fogna nera, non si distribuisce nell’ambiente solo azoto e fosforo (merda e piscio) ma anche sostanze nocive per la salute umana dato che nella fogna nera ci finiscono anche tensioattivi, oli ed acque industriali. La marcata fioritura algale dimostra pure un processo di eutrofizzazione delle acque, che però gli addetti ai lavori fanno sempre passare sui quotidiani locali come fenomeno naturale, chiamando gli inquinanti, nutrienti. In biologia è invece un fenomeno di inquinamento moderno. Se pensiamo quindi che questo scempio documentato è frutto di un’opera pubblica moderna realizzata con il crisma della politica amministrativa, non ci resta che piangere.