Forlì inquinata

«Hera dichiara che la produzione di 67.000 MWh/anno di energia elettrica prodotta dall’inceneritore permette di evitare l’emissione di 37.200 tonnellata di CO2
Hera dimentica di dire che l’inceneritore di Forlì per produrre quella quantità di energia, di cui il 18% consumata per far funzionare lo stesso inceneritore, come indica nella sua dichiarazione ambientale, emette ben 150.000 tonnellate di CO2, cinque volte di più rispetto alle centrali a petrolio e otto volte di più rispetto al mix energetico nazionale.
La produzione di CO2 è quindi nettamente maggiore per gli inceneritori, l’esatto contrario di quanto affermato da Hera. L’inceneritore è una stufa che inquina assai più del petrolio.

Anche l’Europa si è accorta che l’incenerimento è dannoso, tanto che nella comunicazione del 12 febbraio 2021 C(2021) 1054 della Commissione Europea gli inceneritori vengono definiti impianti che arrecano un danno significativo all’economia circolare, cioè producono uno spreco di risorse oltre a contribuire all’alterazione del clima. Di conseguenza l’Europa esclude l’incenerimento da tutti i finanziamenti europei a partire dai PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Proprio per questo i vari stati europei, a cominciare dalla Danimarca, ne stanno programmando una drastica diminuzione. I 492 inceneritori presenti in Europa sono quindi destinati ad una drastica riduzione. È ora che anche Hera cominci a ridurli, a cominciare da quello di Forlì.

Viceversa, l’Europa afferma che l’unica impiantistica finanziabile per il trattamento del rifiuto indifferenziato è quella che permette di ricavare materiale riciclabile come l’impiantistica di selezione; esattamente l’impiantistica che da tempo chiediamo venga adottata in alternativa all’incenerimento. Per l’Europa l’incenerimento è morto! Quando se ne accorgerà anche Hera? L’alternativa c’è ed è ora di praticarla.

Ci complimentiamo perciò con il Consiglio Comunale di Forlì il quale, approvando all’unanimità (salvo l’irrilevante astensione di un solo consigliere comunale) la mozione per chiudere l’inceneritore di Forlì entro il 2027, ha giustamente condiviso la motivata avversione dell’opinione pubblica ad un impianto che produce inquinamento per tutti e profitti economici solo per Hera».

Alberto Conti coordinatore TAAF, Natale Belosi Rete Rifiuti Zero ER, Fridays For Future e Parents For Future Forlì