Gian-Luca-Zattini-centrodestra

«Pare che il Sindaco di Forlì, Zattini, non abbia dichiarato le spese di affitto della sede del suo comitato elettorale (ex negozio di Cereali Ndr), e sia stato multato di 6.000 euro. Può succedere, anche se non dovrebbe, e non abbiamo alcun dubbio che si sia trattato di un incidente di percorso (svista?) in assoluta buonafede. Tuttavia, la cosa assume una estrema gravità, se risponde al vero quanto dichiarato dal gruppo di Forlì&Co, ovvero che il sindaco abbia negato all’opposizione l’accessi alla documentazione della sua campagna.

La prima norma di chi fa politica dovrebbe essere l’assoluta trasparenza. Occorre, a questo punto, che l’opposizione chieda una commissione consigliare che indaghi, stante la non rilevanza penale (è atto privato e non d’ufficio) che verifichi se e in che modo Zattini si sia opposto a quella trasparenza che è dovere civico di chiunque faccia politica. E se si confermasse questa opacità comportamentale, l’opposizione deve chiedere a Zattini di fare un passo indietro.

Come succede in tutti i paesi civili, perfino per un politico che copia una tesi, o guarda un film in PayTv facendolo pagare ai cittadini, è passibile di “scomunica” anche da parte di chi lo ha eletto e dei partiti che lo sostengono.
Per altro a dimostrazione del punto dolente toccato, c’è stata la reazione del consigliere Pompignoli che in evidente difficoltà, essendo privo di argomenti sul tema, non ha trovato niente di meglio da fare, che attaccare le persone. Trucchetto antico, che viene definita fallacia dell’argomento “ad hominem”.

Si potrebbe agevolmente dire non si possono accettare lezioni di “spessore politico” da chi sta in un partito che ha fatto sparire 49 milioni, ha un presidente di regione indagato per una fornitura di camici commissionati a un parente, ecc…
Ma sarebbe un modo per sviare il discorso, e noi stiamo ai fatti. Ora, al netto del commento sullo spessore di Morgagni e Calderoni, una brutta caduta di stile di Pompignoli e che – per altro – non c’entra nulla con la multa a Zattini, vorremmo sapere dal consigliere leghista, anzi da tutta la maggioranza, se secondo loro è eticamente e politicamente accettabile che il sindaco non abbia rendicontato correttamente (il che – ribadiamo – può essere anche un errore) ma soprattutto, se dimostrato, cha abbia tentato di coprire quanto successo (per evitare che tale errore venisse scoperto) con un vulnus alla trasparenza. Aspettiamo il loro autorevole parere».

Lodovico Zanetti di Tutto a sinistra. La sottile linea rossa