“…avvenne che essendo in ciascun’altra parte il Cielo oscuro, e pieno di nugoli, nel circuito del disegno si scoperse il Sole, mentre si celebrava il divino ufizio, e si facevano le cerimonie sacre, e per mano di persona religuosa si piantava la prima pietra; onde stimandosi che ciò non fosse senza il favor del Cielo, la Terra si chiamò la Città del Sole“.
(Giovanbattista Adiani, gentiluomo fiorentino)

Leggendo le parole del gentiluomo fiorentino, le origini di questa cittadina alle porte di Castrocaro Terme sembrerebbero quasi provvidenziali e in effetti l’abitato presenta nel suo piccolo qualcosa di “rivoluzionario”. Terra del Sole fu voluta da Cosimo I de’ Medici, primo Granduca di Toscana (1519-1574), figlio del Capitano di ventura Giovanni dalle Bande Nere, nato da Caterina Sforza, Signora di Forlì e sposata in terze nozze con Giovanni de’ Medici detto “Il Popolano”. Il Granduca, dunque, dopo aver stabilito il sito di costruzione della nuova città-fortezza e il nome, pose la prima pietra l’8 dicembre 1564.

Terra del Sole dall'alto con drone
Tuttavia, prima di essere un complesso apparato difensivo o una semplice prova di forza data dal Granducato di Toscana ai territori della Romagna, rappresenta la messa in pratica di una solida conoscenza ingegneristica in campo militare e soprattutto l’applicazione di quegli ideali imperanti in pieno Rinascimento. Quali?
La risposta viene in parte dal nome stesso della neonata città, Terra del Sole, che è anche conosciuta come Eliopoli (Città del Sole). Tali rimandi alla luce, al sole per l’appunto, rappresentano proprio quelle aspirazioni tese alla perfezione in vita quanto a un presunto regno metafisico della Ragione che nell’ottica dei diversi signori doveva rispecchiarsi proprio nella chiarezza formale e organizzativa delle singole città. Questo ideale inoltre trova interessanti ricadute nello stesso pensiero filosofico a cavallo di ‘500 e di ‘600.
Sono numerosi, infatti, gli esempi che tendono a gettare le fondamenta di società perfette: Utopìa di Tommaso Moro (1516), La Città del Sole di Bernardino Campanella (1604) e La Nuova Atlantide di Francesco Bacone (1627). Non sono casualità, ma veri e propri tentativi di organizzare la vita stessa secondo princìpi retti dal gusto per le forme classiche e il rigore imposto da un modo di pensare sempre più orientato verso la logica e quindi la ragione.
Dunque, Terra del Sole, nel suo piccolo non fa eccezione.

Drone Terra del Sole
Però, non era soltanto un miracolo ingegneristico semplicemente da contemplare, ma doveva anche assolvere molte funzioni di ordine amministrativo, giudiziario, militare e soprattutto commerciale dal momento che la Romagna rappresentava per il Granducato di Toscana una specie di “granaio” dal quale attingere le granaglie e il sale proveniente da Cervia.
Questa ricchezza doveva essere difesa ed è per questa ragione che anche oggi visitando la cittadina non può sfuggire l’aspetto marziale che le deriva dalla cinta di mura, dai bastioni di Sant’Andrea, San Martino, Santa Reparata e Santa Maria sui quali erano sistemati un tempo dei cannoni.
Al centro del fortilizio, invece, nella Piazza d’Armi sorgono, l’uno di fronte all’altro, il Palazzo Pretorio e la chiesa di Santa Reparata che insieme costituiscono simbolicamente la contrapposizione fra il potere spirituale della Chiesa e quello temporale delle autorità politiche.
Terra del Sole, come le fortezze della vicina Castrocaro e di Monte Poggiolo, ha perso nel tempo quella centralità che l’aveva resa tanto importante nell’amministrazione della Romagna toscana.
Se oggi, però, accompagnaste a un weekend di relax nelle vicine terme di Castrocaro una visita alla cittadina, vi rendereste conto di quanto ogni cosa sia a portata di mano perché in fondo il suo scopo era quello di creare uno spazio a misura d’uomo.

Guido Lattuneddu