Il Diagonal rende omaggio a Franco Battiato

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Bandiera bianca, Cuccurucucù, Centro di gravità permanente. Brani impressi nell’immaginario collettivo, come tutti quelli contenuti all’interno di un disco simbolo della musica italiana: La voce del padrone di Franco Battiato. È il suo lavoro più̀ pop e al tempo stesso più̀ difficile. Contiene una volontà di comunicazione, di stupire con l’arrangiamento sin dal primo ascolto, e soprattutto c’è il proposito, quasi folle, di arrivare a un pubblico ampio pur nella complessità estrema di riferimenti, giochi di parole, ermetismo.

Una scommessa vinta nell’estate del 1982 quando La voce del padrone diventa il disco amano da tutti, il più̀ popolare, il più̀ venduto (oltre un milione di copie). E oggi è ancora venerato, perché è semplicemente impossibile ignorarne la presenza. Un’opera che merita l’analisi attenta e fresca realizzata da Fabio Zuffanti, scrittore e musicista, che entra nelle viscere di un album leggendario e ne svela tutti i retroscena: dalla copertina ai testi, dalle melodie agli antefatti compositivi, dal contesto sociale al successo clamoroso. Tutto questo è racchiuso nel suo ultimo libro Segnali di vita – La biografia de “La voce del padrone” di Franco Battiato (Baldini & Castoldi).

L’autore è ospite del secondo incontro di Indice, rassegna allestita al Diagonal Loft Club di Forlì in collaborazione con l’agenzia Archimedia. Zuffanti, uno dei maggiori esperti della produzione di Battiato, in dialogo con Corrado Ravaioli racconterà la genesi del disco, i fattori che favorirono l’ascesa di un album così fuori dai canoni del periodo, la sua capacità di trascendere le mode ed entrare nella storia della musica mettendo in luce definitivamente il genio di Battiato. L’appuntamento è per domani martedì 29 giugno alle 19,30, l’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.