Consiglio Comunale Forlì

«La presidente della commissione pari opportunità del Comune di Forlì Marinella Portolani ha aperto la seduta di giovedì leggendo un appello pubblico del popolo della famiglia che attribuisce alla religione islamica la responsabilità del femminicidio della giovane Saman, proponendo la necessità di un “processo di bonifica della religione islamica da certe forme di violenza”, tra l’altro evidentemente ignorando che l’Unione delle Comunità Islamiche Italiane da giorni prende netta posizione su questo reato ed ha comunicato di volersi costituire come parte civile nel processo» si legge in una nota di Articolo Uno di Forlì.

L’opportunismo sotteso alla strumentalizzazione dell’orrore di un femminicidio per colpire la religione islamica afferisce ad una grettezza politica irricevibile e rappresenta l’inadeguatezza degli strumenti culturali democratici della presidente al ruolo che ricopre, giungendo al paradosso in cui la seduta di un organo con il compito di contribuire alle politiche di contrasto alle discriminazioni viene aperta compiendo una discriminazione su base religiosa. Ci chiediamo come sia possibile che questo ruolo sia stato assegnato ad una esponente politica che evidentemente ignora i fondamenti costituzionali, considerando che non è possibile promuovere azioni efficaci in assenza della basilare conoscenza dell’intima connessione tra violenza di genere e contesti socioculturali trasversali al nostro paese, come dimostrano i dati sui femminicidi” continuano gli esponenti di Art.1.

D’altronde, per sua stessa ammissione, la presidente vede nella commissione un “momento formativo” in cui approfondire personalmente i temi di genere, peraltro calendarizzando udienze in sequenze disarticolate da qualsiasi progettualità d’indagine o di obiettivo e costringendo i membri della minoranza ad occupare l’esiguo spazio di dibattito concesso per sottolineare l’assenza dei momenti di interlocuzione e di confronto da cui scaturiscono i progetti e le prospettive che delineano la linea d’indirizzo delle politiche di genere in un territorio. Riteniamo che utilizzare le risorse dei contribuenti per finanziare un organo consultivo pubblico con lo scopo di formare la persona che lo presiede su temi a cui per ruolo dovrebbe già essere preparata sia uno spreco considerevole di risorse e di tempo.
Il funzionamento di un organo democratico prevede passaggi inderogabili di confronto per la costruzione di sintesi e di azioni incisive condivise ed il ruolo della Presidente dovrebbe essere quello di facilitare questi processi. Tenuto conto di tutti questi elementi, risulta evidente l’inadeguatezza della presidente Portolani a ricoprire un una carica creata per volontà delle donne e delle loro associazioni allo scopo di portare all’interno delle istituzioni un impegno concreto per la parità di genere. Invitiamo quindi la presidente Portolani a rassegnare le proprie dimissioni, scusandosi per la gravi dichiarazioni pronunciate” conclude la nota.

La seduta di ieri della Commissione Pari opportunità del Comune di Forlì si è aperta con un grave e sconcertante intervento della sua Presidente, consigliera Portolani, la quale ha dato lettura di un comunicato del Popolo della Famiglia di Forlì sulla drammatica vicenda della giovane Saman Abbas, un terribile fatto di cronaca che in tutta Italia ha suscitato unanime orrore, sdegno e condanna. La Portolani ha concluso la lettura dichiarando la sua adesione alla nota “in qualità di presidente della Commissione” aggiunge Federico Morgagni capogruppo “Forlì e Co.” membro della Commissione Pari opportunità.

Dal punto di vista metodologico, l’utilizzo di una commissione istituzionale come cassa di risonanza per la propaganda di un partito politico, in sprezzo al confronto in seno alla commissione medesima e senza rispetto per la pluralità di posizioni esistenti nella società, da parte di chi avrebbe come ruolo quello di fare sintesi fra le diverse anime e le opinioni, è inaccettabile e dimostra totale ignoranza delle regole istituzionali e una concezione padronale e autoritaria delle istituzioni medesime. Se possibile, ancora più grave è il contenuto delle posizioni espresse dalla Portolani e dall’estensore del comunicato, il Popolo della Famiglia. Se l’agghiacciante passaggio sulla “bonifica della religione islamica” sembra provenire da periodi oscuri della nostra storia, l’insieme del ragionamento è ispirato una concezione “colonialista”, che esalta una presunta superiorità della cultura occidentale, metro di paragone per misurare “l’inciviltà” degli altri” continua Morgagni.

All’interno di un un discorso confuso, che mischia la violenza domestica e familiare originata dal patriarcato con la violenza del fondamentalismo integralista, Portolani lascia intendere che la violenza di genere sia un problema che non riguarda l’Italia e la cultura occidentale. A tal proposito, giova ricordare alla Presidente della Commissione che su una tematica come quella della violenza sulle donne e dei femminicidi, purtroppo, nessun paese può dirsi immune ed estraneo, come dimostrano i tragici dati che si riscontrano anche in Italia. Il tema, quindi, non è la battaglia fra civiltà che piacerebbe alla destra e nemmeno quello di lanciare accuse indiscriminate a tutti gli appartenenti a un popolo, una cultura, una confessione religiosa, ma quello di combattere in tutto il mondo il patriarcato e rivendicare ovunque il rispetto dei diritti umani, della parità di genere e della libertà delle donne. Va inoltre rimarcato che tutte le conquiste che, anche nel nostro paese, hanno permesso di indebolire (ma certo non vincere) il patriarcato, sono derivate dall’impegno delle donne nel lotta per i propri diritti, mentre i partiti che godono delle simpatie della Presidente Portolani erano sull’altro fronte, a ostinata difesa di una cultura retrograda, discriminatoria e maschilista. Appena poche settimane fa, quando centinaia e centinaia di donne sono scese in piazza proprio qui a Forlì per rivendicare il diritto alla propria autodeterminazione, la Presidente della Commissione pari opportunità non ha manifestato il minimo supporto per la loro mobilitazione, mentre il Popolo della Famiglia e altre forze similari si sono contrapposte a tali iniziative, rilanciando logori e vetusti slogan a difesa di una cultura “tradizionale” oppressiva e maschilista. Sono sempre i movimenti delle donne, poi, ad avere affermato con forza che nessun relativismo culturale possa essere invocato quando si tratta di diritti umani fondamentali, come la libertà, la vita e l’autodeterminazione delle proprie scelte di vita, d’amore, di pensiero. In conclusione, oltre alla gravità assoluta delle affermazioni pronunciate, tutta la vicenda dimostra la totale estraneità della Presidente Portolani dalla storia dei movimenti delle donne, e la sua profonda mancanza di conoscenza del loro fondamentale ruolo nello sviluppo della nostra società. Questa estraneità motiva la convinzione dell’inadeguatezza della Presidente a svolgere il proprio ruolo e della necessità delle sue immediate dimissioni” conclude Federico Morgagni.

Ho sempre pensato che le parole hanno un significato ed un valore molto importante. A maggior ragione quelle parole hanno molto più peso se a pronunciarle è un rappresentante delle Istituzioni come la Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Forlì Marinella Portolani. Dire che è necessario un “processo di bonifica della religione islamica da certe forme di violenza” sarebbe già grave da parte di un comune cittadino. Diventa però inaccettabile se detto da chi dovrebbe occuparsi di pari opportunità.” Non ero purtroppo presente ai lavori della commissione di ieri per motivi di lavoro, ma mi sono riascoltato in serata le registrazioni” è il commento di Massimo Marchi di Italia Viva.

La Commissione Pari Opportunità – continua – in un Comune come Forlì più che altrove, dovrebbe essere luogo di confronto, di approfondimento, di dialogo. Già dall’inizio quando su richiesta della Presidente e come espressione delle forze di minoranza ero stato investito del ruolo di Vicario di tale Commissione avevo chiesto il coinvolgimento di tutti i membri nelle scelte e nella calendarizzazione dei lavori. Invece purtroppo a causa di una gestione inadeguata, la Commissione si sta trasformando in un ring dove vanno in scena scontri ideologici che non fanno onore all’Istituzione e che personalmente non mi appartengono. Per questo, stante l’impossibilità di incidere sulle decisioni della Presidente, ho deciso di lasciare il mio ruolo di Vice-Presidente anche alla luce delle sue gravissime affermazioni, da cui, pur essendo cristiano cattolico credente e praticante mi dissocio totalmente perché non è questo a mio parere il modo di intendere il confronto tra religioni diverse”.

In questi mesi la Presidente non ha fatto altro che chiedere il contributo di tutti, cosa giusta e sacrosanta, ma osannando sempre ciò che le arrivava dai colleghi di maggioranza e accusando sempre di “strumentalizzazioni” i suggerimenti o gli inviti alla condivisione nelle scelte della minoranza. Tutto ciò sempre con l’accusa che fino ad ora la Commissione non aveva mai lavorato riconoscendo però che Forlì è un luogo ricco di servizi e di eccellenze a proposito di pari-opportunità, una contraddizione nei fatti. In realtà se strumentalizzazione c’è stata è proprio quella della Presidente Portolani che ha scambiato una istituzione come la Commissione Pari Opportunità per il suo piccolo gioco personale e non una istituzione il cui compito va oltre le ideologie di qualsiasi parte. Se si parla di dialogo e confronto interreligioso vorrei che la Commissione e la Presidente stessa (che forse dovrebbe riflettere sull’opportunità di ricoprire ancora quel ruolo) cogliessero ad esempio l’opportunità unica di avere sul nostro territorio, a Bertinoro, una perla rara nel mondo: un museo dedicato al dialogo tra le religioni, uno dei pochissimi che racchiudono oggetti, simboli e cimeli delle tre religioni monoteiste: Cristianesimo, Ebraismo ed Islam. Lo si è fatto per volontà di una grande figura del passato, Leonardo Melandri, proprio per combattere gli estremismi e l’ignoranza. Forse la Commissione tutta ma in particolare la presidente Portolani, farebbe bene a recarvisi per capire la gravità di ciò che sostiene” conclude Massimo Marchi.