pullman autobus

Tra chiusure, blocchi alla circolazione e restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ed economica in atto, il 2020 è stato un anno difficile anche per il mondo del trasporto merci e persone su strada. Continental, brand che da 150 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, ha realizzato un Osservatorio sui macro trend del trasporto pesante con l’obiettivo di fornire una panoramica del settore sia a livello nazionale, sia a livello locale. Per capire quanto ha inciso la pandemia sullo sviluppo del comparto dei mezzi pesanti in Emilia Romagna, l’Osservatorio ha analizzato i dati relativi alle nuove immatricolazioni, ai tipi di alimentazione, all’anzianità e alle categorie Euro del parco circolante in Regione e nelle singole province.

Emilia Romagna lieve il calo di immatricolazioni autobus: crollo a Forlì-Cesena con -89,7%

Nel 2020 in Italia le immatricolazioni di mezzi pesanti per il trasporto merci con oltre 16t sono state 19.616, il 14,2% in meno rispetto al 2019. L’Emilia Romagna fa registrare la stessa percentuale negativa con il -14,8% di nuove targhe. A livello provinciale, solo due province segnano una crescita; tutte le altre mostrano il segno meno, con Forlì Cesena al -21,2%.
Uno scenario simile si presenta per il trasporto persone dove le immatricolazioni di autobus di oltre 3,5t in Italia sono passate da 4.935 del 2019 a 3.404 del 2020 (-31%). La Regione anche in questo caso registra una diminuzione, ma piuttosto lieve, pari solo al 2,5%. Tra le province, la peggiore, Forlì-Cesena, ha subito un crollo dell’89,7%.

Solo autobus a gasolio e metano a Forlì-Cesena

Lo scorso anno, il parco circolante di autocarri merci in Italia ha raggiunto le 4.221.718 unità. La quasi totalità di questi sono alimentati a gasolio (91,6%); i rimanenti sono a benzina (4,6%), a metano (2,2%), a benzina e gas liquido (1,2%), ibridi ed elettrici (0,1% ognuno). In Emilia Romagna la seconda fonte di alimentazione dopo il gasolio (all’89,59%) è invece il metano, che sfiora il 5%, seguita dal benzina al 3,32%. Sopra l’1% il benzina e gas liquido, sotto invece elettrico e ibrido. In tutte le province l’ibrido si attesta allo 0,2% tranne nel caso di Forlì dove scende allo 0,1%. Stesso schema per l’elettrico che rimane sullo 0,1%.

Il parco autobus nel nostro Paese registra nel 2020 99.883 unità. Anche in questo contesto la maggioranza dei mezzi in circolazione sono a gasolio (93,7%), seguiti però dal metano (4,8%). Sotto l’1% rimangono l’elettrico, il benzina, benzina e gas liquido e l’ibrido.
Anche in Emilia Romagna il gasolio è il tipo di alimentazione più diffusa, ma a differenza della maggior parte delle regioni italiane, rimane sotto il 90% (85,2%). Segue poi il metano con 12% e il benzina e gas liquido all’1,3% (percentuale più alta a livello nazionale). Sotto l’1%, elettrico, ibrido e benzina. Gasolio e metano sono le uniche fonti presenti nella provincia di Forlì-Cesena, e rispettivamente coprono il 79,9% e 20,1%.

Più di un autobus su quattro ha massimo 5 anni

La fascia di anzianità maggiormente rappresentata all’interno del parco circolante italiano di mezzi pesanti per il trasporto merci è quella da 10 a 15 anni (18,9%), seguita dai 15-20 anni (17,9%) e 20-30 anni (15,7%).
Stesso panorama di percentuali anche in Emilia Romagna: 19,4% per la fascia 10-15 anni, 17,7% per la successiva e 15,6% per i veicoli 20-30enni. La percentuale di autocarri più vecchi, che superano i 40 anni, (3,4%) è di pochissimo superiore alla quota di veicoli di massimo un anno, e nettamente inferiore se si considera anche la fascia di mezzi di massimo 2 anni (7,4%). Tra le province, Forlì-Cesena presenta 7,3% di autocarri di massimo due anni di età, e un 11,3% di ultratrentenni.

Considerando il parco autobus nel nostro Paese, emerge che quelli più recenti (da 0 a 5 anni) sono il 19,4% del totale, mentre quelli più vecchi, di oltre 20 anni, il 25,7%. Nella fascia intermedia da 5 a 20 anni, si colloca la maggior parte del parco circolante (54,4%).
Oltre il 20% degli autobus in Emilia Romagna superano i 20 anni, mentre quelli più giovani di massimo 5 anni sono oltre il 25%. A Forlì-Cesena sono 14,2% i veicoli di oltre 20 anni, cifra di molto inferiore rispetto agli autobus più giovani della fascia 0-5, che si sfiora il 26%.

Il 31% di autobus è Euro 3

Dall’analisi della categoria Euro dei mezzi pesanti per trasporto merci in circolazione a livello nazionale emerge un’importante presenza di veicoli molto recenti (Euro 5 ed Euro 6), che corrisponde al 31,8% del totale; ciò nonostante, quelli più vecchi (Euro 0, Euro 1 ed Euro 2) continuano a coprire una quota superiore (33,3%).
Il 35,3% degli autocarri in Emilia Romagna è Euro 5 e 6, e il 29% di categorie più datate. A Forlì-Cesena è poca la differenza tra le due fasce: gli Euro 5 e 6 si attestano al 32,3% e superano di pochissimo le categorie 0,1 e 2, al 31,5%.

In Italia la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 si attesta al 38,2%. Vi è però ancora in circolazione un’ampia quota di categorie più vecchie, ed Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 arrivano al 38,6% del totale. Con percentuali molto simili tra di loro la somma di Euro 5 e 6 in Emilia Romagna arriva a 48,3%, mentre le categorie più datate si fermano al 38,4%. A Forlì-Cesena le categorie meno inquinanti toccano il 46,6% e, tra quelle più vecchie, si nota un picco di Euro 3, al 31%.
A conferma di ciò, si può constatare a livello nazionale che i mezzi più recenti (Euro 5 ed Euro 6) sono più diffusi nelle regioni del Nord e del Centro Italia.