Recovery Fund. Pompignoli nominato relatore del documento strategico regionale

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La transizione ecologica, la sfida del digitale, il lavoro, la formazione, l’inclusione sociale, il sostegno alle imprese e l’innovazione, le infrastrutture, la parità di genere, le competenze e il capitale umano. Sono queste alcune delle priorità contenute nel “Documento Strategico Regionale per la programmazione unitaria delle politiche europee di sviluppo 2021-2027” volto a favorire la combinazione degli investimenti su scala regionale e programmare la ripartenza. Del provvedimento, approdato per la prima volta questo pomeriggio in Commissione Politiche Economiche, è stato nominato relatore di minoranza il consigliere regionale della Lega Massimiliano Pompignoli.

Le risorse del Recovery Fund messe a disposizione per programmare la ripartenza e rilanciare l’economia del nostro Paese, travolta dalla crisi del Covid-19, necessitano di un approccio complementare che sappia coniugare i diversi strumenti messi in campo dall’Europa, dallo Stato e dalla Regione Emilia Romagna sia in fase di programmazione che di attuazione. Per rispondere a priorità trasversali che investono più livelli di governo, bisogna infatti favorire la combinazione degli investimenti provenienti da più programmi e promuovere l’adozione di un approccio territoriale integrato che sia all’altezza delle sfide che l’Europa e questa Regione devono affrontare. Con questo importante documento – spiega il consigliere Pompignoli – ci apprestiamo, dunque, ad indirizzare la programmazione 2021-2027 al superamento della crisi derivante dall’impatto della pandemia da Coronavirus sull’economia regionale, rilanciare lo sviluppo del territorio in chiave di sostenibilità e traghettare l’Emilia-Romagna verso i traguardi europei attesi al 2030 e al 2050″.

In quest’ottica – conclude Pompignoli – sarà determinante individuare le principali misure di intervento, su scala regionale, per superare le difficoltà attuali e rilanciare lo sviluppo dei nostri territori alla luce dell’impatto del Covid e dei nuovi bisogni generati dall’epidemia”.