Le memorie del quartiere Resistenza in un archivio online

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Fino agli anni Settanta, il campo di Pippo era quel posto magico su via Tina Gori oltre il quale c’era solo il Vinaio che vendeva caramelle e ghiaccioli e dove a seguire nacque il Conad Ravaldino. Oggi è un archivio digitale nel quale ritrovare le memorie e le storie dei volti e dei luoghi che scandirono la vita del quartiere Resistenza. E’ da oggi on line il sito web www.abitiamoforli.org che, nato nell’ambito del progetto “Abitiamo Forlì”, è volto a ricostruire l’identità del quartiere tra i più centrali e complessi di Forlì, ripercorrendo la sua storia e favorendo la conoscenza delle sue origini e le sue caratteristiche sociali e aggregative.

Per riscoprire, poi, luoghi e memorie degli abitanti del quartiere, appuntamento sabato 15 maggio alle 15,00 nel parco Natale Puglisi con la Caccia al Tesoro del quartiere (iscrizioni sempre lì l’11 e il 13 maggio dalle 16,00 alle 18,00). Promosso da Fondazione Abitare, Cooperativa CAD, Dinamica, Forlì Città Aperta in collaborazione con Casa del Cuculo e Messaggeri del Mondo, “AbitiAMO Forlì” è riuscito a raccogliere voci e volti di una dozzina di storie, tra le più iconiche del territorio: da quella dello storico corniciaio di viale dell’Appennino (Tiziano Gallo) commerciante da generazioni, a quella del macellaio Ivo Gaudenzi e sua moglie Emanuela, dalla storia del Camerone, la Casa del Popolo del quartiere, raccontata da Pierantonio Zavatti e la moglie Giovanna, da Mila Danesi, fino a quella di Manfrigul e Marabé, storici agricoltori della zona, le cui vicende sono narrate dalla nipote Vera Zoli. Michele Pascarella ha raccontato di quando le ruspe trasformarono per sempre il campo di Pippo; Anna Pedrelli del marito Ottorino Bartolini, tra i volti più noti della politica e della cultura forlivese; Emanuela Gatti, Catia Gatelli e Valeria Ragazzini di don Carlo Gatti, le cui imprese sono legate a doppio filo alla nascita della parrocchia di San Giovanni Evangelista; Giuseppe Michetti e sua figlia Isabella dello storico Frutta e verdura del quartiere; Ilves Drei e le nipoti Cinzia e Monica Melli di Furmiga, il custode del cimitero monumentale che proprio nel quartiere viveva; Mirko Spagnoli della nascita del bar Iride, luogo di incontro di almeno 3 generazioni di forlivesi, nel cuore del quartiere.

Un bagno di ricordi commossi e tutti inediti che aiuteranno chi legge a stimolare la memoria collettiva e riscoprire l’identità di un quartiere sempre meno “vissuto” nel tempo dai suoi abitanti. L’iniziativa si colloca per questo all’interno del progetto europeo SFC – Shaping Fair Cities di cui il Comune di Forlì è partner insieme ad altri 18 enti ed istituzioni internazionali. SFC è un progetto finalizzato ad informare e sensibilizzare cittadini, enti pubblici e decisori politici sui temi legati allo sviluppo globale e ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che mira a riconoscere il ruolo fondamentale delle città e delle autorità locali nel raggiungimento di alcuni dei suoi Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.
“AbitiAMO Forlì” mira quindi ad attivare azioni condivise con i cittadini al fine di sviluppare un senso di appartenenza e di comunità e dare un contributo al raggiungimento dell’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 – Città e Comunità Sostenibili.
Michela Mazzoli del circolo fotografico forlivese Tank Sviluppo Immagine ha collaborato per la ricerca dei materiali storici, documentato fotograficamente sia il quartiere che le interviste ai residenti. Storie e foto d’epoca e di attualità raccolte in archivio sono poi rilanciate, per la loro condivisione, anche sulla pagina Facebook del progetto @AbitiamoForlì.