Europa-Verde

Leggiamo con preoccupazione che nell’ambito della Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e resilienza, il Parlamento sta approvando un innalzamento dei limiti italiani di esposizione alle emissioni elettromagnetiche. Se questa ipotesi diventasse definitiva la soglia all’interno degli edifici adibiti alla permanenza di persone per più di 4 ore giornaliere aumenterebbe dagli attuali 6 Volt/metro a 61 V/m, ossia ben 10 volte più alto di quello attuale. La Regione Emilia-Romagna sta attualmente partecipando ad uno studio del Ministero dell’ambiente sulla esposizione umana ai campi elettromagnetici che vedrà i risultati pubblicati solo nel 2022, quindi proporre un aumento di questo genere oggi significa ignorarne completamente i risultati e fare una scommessa sulla salute dei cittadini” è il commento di Sara Londrillo assessore Ambiente Comune di Bertinoro e co-portavoce Europa Verde FC e Alessandro Ronchi co-portavoce Europa Verde FC.

È doveroso promuovere ricerche indipendenti sugli effetti dell’esposizione alle onde sopra le frequenze dei 26 GHz utilizzate dal 5G, ancora non adeguatamente studiate soprattutto per un utilizzo di massa, prima della loro introduzione. Del resto, è normale fare sperimentazioni sulla sicurezza di un nuovo prodotto prima della sua vendita in qualunque campo, dall’industria alla medicina. Come Europa Verde riteniamo che i limiti attuali siano adeguati, anche alla luce della ricerca dell’Istituto Ramazzini di Bologna che ha evidenziato problemi solo per valori superiori, e andrebbero riportati alla misurazione puntuale e non media, introdotta da uno stratagemma del Governo Monti per aumentare la potenza mantenendo la stessa cifra scritta sulla carta” continuano i due esponenti di Europa Verde.

I limiti italiani più cautelativi di quelli europei non rappresentano un vincolo alla diffusione delle nuove tecnologie, come abbiamo visto in questo anno di utilizzo molto intenso. Proprio questa esperienza dovrebbe invece evidenziare l’urgenza di potenziare le reti in fibra ottica, che garantisce prestazioni e stabilità migliori, sia cablando tutti gli edifici pubblici sia incentivando l’adozione da parte dei privati, che per ragioni economiche spesso non attivano abbonamenti domestici alla rete fissa limitandosi all’utilizzo di quella cellulare. Ci associamo quindi ai pareri contrari su questa misura di tanti sindaci ed esperti e sottoscriviamo la petizione al Governo ed al Parlamento presentata dall’Istituto Ramazzini, Legambiente, ISDE e Marevivo per evidenziare il pericolo per la tutela della salute di questo innalzamento” concludono Sara Londrillo e Alessandro Ronchi.