musei san domenico forli

«Il 31 maggio scadrà il contratto di appalto di servizi del complesso museale San Domenico e Palazzo Romagnoli», dicono i Dem, «pertanto, a partire dal 1° giugno, diverrà effettivo il passaggio della gestione dall’azienda multiservizi uscente alla nuova azienda aggiudicataria, il cui contratto rientrerebbe in un diverso CCNL, quello dei servizi fiduciari. Molti lavoratori sono preoccupati per le nuove condizioni contrattuali e retributive che comporterebbero per loro una significativa perdita di remunerazione, con un abbassamento consistente del costo ora. Per questo i sindacati hanno richiesto un incontro urgente con la Giunta; incontro che ci risulta la Giunta abbia invece fissato soltanto per lunedì 31 maggio, ossia nell’ultimo giorno rimanente per intervenire».

«Ricordiamo che il 23 aprile scorso, appena un mese fa, il Comune di Forlì ha firmato con i sindacati il protocollo di intesa per la tutela del lavoro e la qualità negli appalti pubblici di servizi, che prosegue gli impegni già presi con il verbale di intesa firmato il 23 dicembre 2015 sotto la precedente amministrazione», continua il gruppo consiliare PD, «Il punto 1), lettera b), di quel protocollo prevede l’inserimento nel progetto dell’appalto di una clausola che stabilisca l’obbligo degli appaltatori e dei subappaltatori di applicare ai dipendenti il CCNL di settore, mentre la lettera e) pone l’obbligo di applicare “il trattamento economico e normativo precedentemente acquisito”; clausole già presenti nel verbale di intesa del 2015».

«Ciò nonostante, nell’Avviso esplorativo per l’affidamento servizi civici museali, pubblicato il 10 marzo 2021, non ci risulta che siano espressamente richiamate le suddette clausole all’interno dei “requisiti di ammissione e di partecipazione”. Del resto una certa “anomalia” dell’offerta e in particolare del ribasso era già stata rilevata dagli stessi Uffici (come riportato in Determina n. 1327 del 19/05/2021), i quali avevano però considerato le giustificazioni richieste e fornite dall’azienda “sufficienti per dimostrare la non anomalia dell’offerta”».

«Onde evitare che questo pasticcio sia scaricato sulla pelle dei lavoratori e incida negativamente sulla loro retribuzione, la cui entità non è tale da consentire ulteriori decurtazioni, alla Giunta non rimane ora che una via: anticipare l’incontro con i sindacati prima di lunedì per dimostrare la sua reale volontà di intervenire e adeguare almeno economicamente questo contratto-ponte. L’auspicio – concludono i consiglieri Dem – è che dal prossimo avviso per il successivo contratto di durata pluriennale venga posta più attenzione nel richiamare gli obblighi contenuti nei protocolli di intesa».